DOGE : MICHELE STENO. 317 27. — 1406, Luglio 25. — c. 15 t.° — Forinola della publieazione fatta in Venezia del trattato n. 19 (v. n. 29). 28. — 1406, ind. XIV (Luglio?). — e. 8. — Confermato il contenuto dell’ allegato, il doge, ad istanza di ambasciatori del comune di Dulcigno, accorda a quest’ ultimo : di mantenere a spese publiche un notaio che eserciti il suo ufficio, e quello insieme di maestro di scuola ; una modificazione dello statuto riguardo ai testimoni nelle cause ; dichiarazione dei confini della giurisdizione di quel conte ; conservazione alla chiesa di S. Marco d’ una parte dei redditi della dogana. Data nel palazzo ducale di Venezia. — Con bolla d’ oro. Allegato: 1405, Giugno 24. — Condizioni (in dialetto) accordate da Marino Caravello capitano generale in Golfo al comune di Dulcigno nell’ annessione di questo ai domini di Venezia. Esse riguardano : 1’ amministrazione della giustizia, la facoltà di dimora in detta terra agli estranei e di emigrazione agli abitanti, il commercio del vino, del sale e del frumento, la conservazione del convento di S. Arcangelo dotato da Giorgio Strazimir, certi diritti e doveri dei rettori veneti, la franchigia dei terreni entro i confini del territorio, confini che si descrivono, l’esenzione da servigi e prestazioni militari, i diritti su boschi e acque, la remissione delle imposte per tre anni. Dato in Dulcigno. V. Ljubió. op. cit., V, Doc. LXXXIX. 29. — 1406, ind. XIV, Agosto 26. — c. 16 t.° — Pietro de’Franchi del fu Sacco procuratore del r. governatore e del comune di Genova (procura in atti di Massimo de’ Giudici cancelliere ivi) e rappresentante dei genovesi : Iacopo del fu Sacco de’Franchi procuratore di suo fratello Bartolameo, Nicolò del fu Napoleone Lomellino procuratore di Filippo Loinellino, e Caccianemico Sai vago procuratore di suo fratello Edoardo del fu Gabriele (procure in atti di Andriolo Caito di Arenzano), dichiara di avere ricevuto, in esecuzione del n. 19, da Francesco Pisani, Scipione Buono e Nicolò Corraro, ufficiali alle rason nuove e rappresentanti il comune di Venezia, diverse gemme, monete e verghe d’ oro, che si descrivono minutamente, di ragione dei detti Bartolameo, Edoardo e Filippo, già portate a Venezia nel 1404 da Nicolò Foscolo capitano delle galee di Romania, più altre gioie e danari di proprietà di genovesi, che tutte erano depositate presso i detti ufficiali. Riscontrata l’integrità della restituziono in tal modo eseguita, il Franchi rilascia piena quitanza. Fatto in Rialto nella sede dèi mentovati ufficiali. — Testimoni: Giliforte del fu Costanzo Sacco di Genova, Giovanni del fu Antonio da Reggio abitante a Venezia, Giovanni Davanzo del fu Domenico, ed Agostino del fu Francesco. — Atti Lorenzo del fu Bertuccio Bonzi not. imp. 30. — 1406, ind. XV, Settembre 29. — c. 18. — Avendo il cardinale legato di Bologna ed il signore di Mantova eletto la veneta Signoria arbitra nelle questioni vertenti fra esso signore e Graziolo da Bologna, essa decide che il detto signore restituisca al Graziolo 700 dei 1015 ducati che ha in mano di ragione di costui, e