DOGE : ANTONIO VENIERO. 2 1.3 369. — 1391, iuil. XV, Febbraio 27 (ni. v.). — c. 156 (158) t.° — Provvedimenti presi da Dardi (Leonardo) Giorgio podestà e da Leonardo Calbo e Francesco Querini provveditori in Castelfranco, in seguito a decreto del senato. Biagio Trevisano capo del zirono dal lato di Cittadella, sostituito a Giorgio da Chioggia, sia a sua volta, come inabile, sostituito da un altro. Nella taverna da tenersi dai custodi dentro il castello, non si possa vender vino forestiero nè a forestieri. È permesso ai connestabili di vender vino al minuto ai loro soldati, ed a questi è vietato il farlo. I quattro cavallari attuali siano surrogati da quattro forestieri, nè si dia più quel-l’uffizio a terrieri. I soldati del zirono verso Treviso, facciano la gu ardia anche di notte e rispondano ai custodi della torre del castello. Le casupole erette ai lati della fossa del castello, siano atterrate entro il Marzo venturo ; esse rendevano lire 32 di piccoli all’anno (v. n. 372). 370. — 1391, ind. XV, Febbraio 29 (m. v.). — c. 157 (159) t.° — Rassegna fatta in Castelfranco dal podestà e dai provveditori nominati nel n. 369, di tutti i feudatari del comune di Treviso, con nota dei trovati in difetto d’adempimento dei loro doveri, consistenti in presentazione di soldati, d’armi offensive o difensive, o di ronzini, e nella dimora effettiva in Castelfranco. Essi erano : Cristoforo di Nicolò, Rolando Gerardini, Domenico di Trivisolo Zanchetta, Nicolò Calaucerio, Andrea del fu Faccio, Margherita Bartoli, Margherita Paramosche, Vendramina di Bartolameo Saluchino, Guecello Bartoli, Savio di Andrea, Guglielmo di Vittore, Flaviano Car-manini, Francesca moglie di Iacopo Almerico, Giovanni dalle Vacche e Catterina di Benedetto sua moglie, Iacopina di Vittore pellicciaio, mastro Martinello de Velado, Biagio Frigada, Endrigeto di Fanzolo, Bartolameo Rena, Domenico figlio di Guglielmo Pietroboni e mastro Guadagnino fabbro (v. n. 371). 371. — s. d. (1392, Febbraio 29). — c. 158 (160). — Elenco dei feudatari del comune di Treviso in Castelfranco privati dei feudi rispettivi dal podestà e provveditori mentovati nel n. 369. In esso sono descritti i feudi stessi, consistenti in case e terreni, pel godimento dei quali »dovevano corrispondere fanti armati, cavalli ed armi da offesa. I nomi dei feudatari sono : Iacopo nipote di Domenegato, Onesto di Paolo da Salvarosa, Cristoforo Lazzari, Leonardo di Pietro de Bertono, Michele di Caselle, Antonio di Giovanni da S. Ilaria, Vendramo di Aresio, Silvestro di Giovanni Conte, Franceschino di Giovanni da S. Andrea, Gregorio Buono, Bartolameo di Iacobello di Fanzolo Giovanni di Albertino da Tre ville, Segalino di Guglielmo da Romano, Nicolò dal Panno, Vittore di Bartolameo, Clemente Pigocino, Bartolameo di Avogaro de Fanzolo, Andrea di Almerico da Salvarosa. 372. — 1392, ind. XV, Marzo 1. — c. 156 (158) t.° — Seguito dei provvedimenti presi come nel n. 369. È vietato a ciascuno l’ingiuriar chi che sia e sopratutto il chiamar altri traditori, pena 1. 10. — Iacopo di Almerico, Trivisolo notaio, Visca taverniere, Zanosello di Guido Cuoco, Iacopo di Viviano dalle Scuole e Bo-notto Sartore sospetti di aver consegnato Castelfranco al signore di Padova, non possano metter piede in quella terra sotto pena di lire 50 ogni volta. Così Iacopo