DOGE : LORENZO CELSI. Grimoard de Grissac) detto d’Avignone, fratello del papa, di Albano ; Guglielmo (Sudré) detto di Marsiglia, d’Ostia e Velletri; Egidio (Aycelin de Montaigu) detto di Thérouane, di Frascati; Raimondo (de Canillac) detto di Tolosa, di Palestrina; Filippo (de Cabassole) detto di Gerusalemme, di Sabina. — Preti : Pietro (de Sal-vete-Monteruc) detto di Pamplona, di S. Anastasia ; Giovanni (de Blandiac) detto di Nìmes, di S. Marco; Guglielmo (de la Jugie) di S. Clemente; Francesco de’ Te-baldeschi, detto di Roma, di S. Sabina ; Stefano detto di Parigi, di S. Eusebio ; Bernardo (du Bosquet) detto di Napoli, dei SS. XII Apostoli; Guglielmo d’Aigrefeuille, di S. Stefano sul Celio ; Pietro (Corsini), detto di Firenze, di S. Lorenzo in Damaso ; Pietro (d’Esteing) detto di Bourges, di S. M. in Transtevere ; Siinone (de Langliain) detto di Cantorbery, o d'Inghilterra, di S. Sisto. — Giovanni (de Dormans) detto di Beauvais, dei SS. IV Coronati; non ebbe ancora il cappello. — Diaconi: Pietro (Roger) di Beaufort di S. M. Nuova, creato papa il 30 Dicembre 1370 ; Nicolò (de Besse) detto di Liinoges, di S. Maria in Via lata ; Rinaldo Orsini, di S. Adriano ; Ugo di Saint Martial, di S. M. in Portico. — Camerlengo papale Arnaldo arcivescovo di Auch ; protonotario e secretano del papa Nicolò da Osiino. 123. — 1363, ind II, Gennaio 4 (m. v.). — c. 31 (27) t.° — Privilegio di cittadinanza per dimora di 25 anni, col beneficio della legge 11 Agosto 1348, concesso a Pietro di Uberto Donati da Firenze. 124. — 1363, ind. II, Gennaio 11 (m. v.). — c. 31 (27) t.° — Annotazione come al n. 107 per Guido de’ Lombardi da Modena. 125. — 1364, Gennaio 16. — c. 33 (29). — Contratto stipulato da Lorenzo de Bicqui procuratore del doge con Corrado detto Schafier, Corrado Valli, Eannus ed Enrico Siralb, condotti con un fabbro ed altri 20 lavoratori ai servigi di Venezia in Candia, per esercitarvisi in cavamenti di fosse, mine ecc., verso lo stipendio di 400 fiorini d’oro al mese più il nutrimento durante i lavori. Acquistandosi luoghi col loro mezzo, avranno tutte le cose mobili di cui potranno impadronirsi, sarà poi libero al doge di premiarli anco in altra maniera. Apparterranno ad essi i prigionieri che faranno nel prendere luoghi mediante l’arte loro, ed il doge ne pagherà il riscatto. In caso di morte d’uno o più di loro, il detto stipendio sarà diminuito in proporzione. Ciascuno dei quattro nominati sta mallevadore dell’ osservanza del presente per parte dei colleghi. Fatto nei monti Chuclnis (Kuttenberg) in Boemia. — Testimoni : Procopio figlio e vicario di Enderlino urbeì'ario nei detti monti, Ermanno detto Paw mastro della corte, Pietro Pau scabino, mastro Lodovico rettore delle scuole. 126. — (1364), Gennaio 19. — c. 34 (30) t.° — Bolla piccola di Urbano V papa, in risposta a lettere del doge. Si lagna per la dichiarazione fattagli di non poter Venezia concorrere alla crociata in causa della guerra di Candia ; Pietro arcivescovo di quell’ isola è incaricato da esso pontefice, e n’ ha poteri, di farsi mediatore di pace ; voglia il doge accoglierne gl’ inviti, e così potrà rivolgere contro gli COMMEMORIALl, TOMO IU. 4