DOGE : MICHELE STENO. come nel n. 51. La presente non infirmerà gli antichi trattati. Pandolfo Malatesta signore di Brescia, dietro sua semplice adesione, sarà accolto nella presente e vi entrerà senza altre condizioni che quella di estendere al marchese ed ai costui do» mini qui nominati 1’ efficacia di quanto è pattuito nel n. 51. Potranno aggregarsi a quest’ alleanza tutti gli stati e signori che lo volessero e che vi fossero accettati dai contraenti. Pena come nel n. 51 (v. n. 54 e 70). Fatto nel palazzo ducale di Venezia, nella sala della Quarantia. — Testimoni.' Alessandro de’ Beguardati, Lorenzo del fu Bertuccio Bonzi, e Marco di Serafino, scrivani due., ed Antonio di Perazzo Dominici. — Atti Bernardo di Giovanni degli Argoiosi not. imp. di Venezia. 54. — 1407, Agosto 5. — c. 54. — Bramando i contraenti nei trattati n. 51 e 53 e Francesco Gonzaga signore di Mantova, che aveva concluso una simile confederazione con Venezia, stringersi in un sol patto, i rappresentanti del comune di Venezia nominati nel n. 53, Garcia Spagnuoli da Ferrara procuratore di Nicolò marchese d’Este, Ugolino de’ Pili vicario generale e procuratore di Pandolfo Malatesta signore di Brescia, e Giovanni degli Emili dottor di leggi ed il noh. Bartolameo da Cremona, ambi procuratori del Gonzaga e de’ suoi tutori (procura in atti di Bartolameo del fu Mainardo de’ Bonati di Mantova), pattuiscono : È stretta lega fra i predetti comune e signori per 5 anni dal Luglio p. p. a difesa delle città e dei territori di Venezia e del Malatesta nominati nel n. 51, di quelli del marchese menzio-zionati nel n. 53, e di Mantova e dei domini attuali del Gonzaga al di qua e al di là del Po. Niuna delle parti darà passo o favore di sorta a nemici d’ un’ altra, ma concederà ogni agevolezza e vettovaglie (verso pagamento) alle genti delle sue alleate. Ognuna denunzierà alla confederata avente interesse le macchinazioni che venissero a sua notizia a danno d’ un’ altra. Niuno dei contraenti darà asilo a traditori d’un altro o ad assassini, ma li consegnerà. A difesa dei summentovati territori, Venezia manterrà a sue spese per tutti i 5 anni le 300 lancie, il marchese le 50 e il Malatesta le 125 pattuite nei n. 51 e 53, e il Gonzaga 40, aumentabili tutte proporzionalmente secondo il bisogno. Queste forze saranno a disposizione di quella delle parti che fosse assalita da nemici, purché l’aggressione non sia provocata da acquisti fatti dai contraenti fuori dei territori surricordati. La presente non porterà alterazione alle alleanze particolari, salvo che per il contingente d’ armati, nel che sia sostituita a quelle. In essa potranno venir accolti altri principi graditi ai contraenti. Pena come nel n. 51. Fatto come il n. 51. — Testimoni: Nicolò del fu Andrea da Badia cancelliere del marchese, Tomasino del fu Andrea da Cazzago di Brescia ed Antonio Dominici. — Atti come al n. 53. 1407, Agosto 8. — V. 1408, Dicembre 5, n. 84. 55. — 1407, ind. XV, Agosto 12. — c. 41. — Brano del contratto di condotta di Bali lamie da Manfredonia con CO lancie ai servigi di Venezia per 4 mesi.