198 COMMEMORALI, LIBRO Vili. fu Artusio dalle Valli, Vendraraino del fu Gerardo Tiretta da Trebaseleghe e mastro Bartolameo chirurgo Aglio del fu mastro Giovanni fisico. Fatto nella rocca di Noale. — Testimoni: Iacopo del Cocco, Musaragno da Padova, Giovanni del fu Pietro de Braga, Antonio del fu Alberto dalle tovaie notaio, tutti da Padova, Artico del fu Manfredo da Urbino e Guecellone de Grandonio. 316. — 1388, ind. XII, Febbraio 27 (m. v.). — c. 136 (139) t.° — Il doge fa sapere, che stante la buona disposizione mostrata dal vescovo Demetrio, dai nobili Tamissio Tobia, Giriono Scudo capitano. Boriila voivoda, Andrea Misachi ed Alessio di Ricardo Dimarno (?) connestabili, tutti di Durazzo, per la difesa di quella città contro i turchi, sono dichiarati protetti di Venezia, e fu assegnata a ciascuno d’essi un’ annua provvigione di 30 ducati ; avranno maggiori larghezze se quella terra verrà sotto il dominio veneto. Data nel palazzo ducale di Venezia. V. Ljubic, op. cit., IV, doc. CCCLXXX. 317. — 1388, Febbraio 28 (m. v.). — c. 138 (139) t.° — Ducale a Pierazzo Malipiero provveditore ed a Leonardo Trevisano vicecapitano in Golfo. L’ambasciatore della signora di Avalona promise alla Signoria veneta, in ricognizione del luogo di Sasni (v. n. 318), di mantenere ogn’ anno sulle galee del golfo, fin che staranno in campagna, tre rematori. Si spediscono loro i documenti perchè ottengano dalla detta signora la formale promessa. 318. — 1388, ind. XII, Febbraio 28 (m. v.). — c. 136 (139) t.° — Ducale che fa sapere aver la veneta Signoria accolta sotto la sua protezione speciale Comnena signora d’Avalona, colla sua famiglia e co’ suoi domini e beni ovunque si trovino ; s’invitano perciò tutti a trattarla come amica e protetta di Venezia. Data nel palazzo ducale di Venezia. V. Ljubic, op. cit., IV, doc. CCCLXXX. 319. — (1389), ind. XII, Luglio 8. — c. 142 (145). — Il comune di Ortona (a mare) al doge. Approdato in quel porto Emanuele da Candia con un legno carico di frumento, venne, giusta gli statuti del luogo, costretto a sbarcare il grano e metterlo in vendita. A giustificazione, fu rilasciata la presente al predetto Emanuele, avvertendo che il grano era 419 tumuli, misura locale. Data a Ortona. 320. — 1389, Luglio 14. — c. 142 (145). — Il conte di Virtù signore di Milano, risponde a lettere ducali. Benché il podestà di Castelfranco, riconoscendosi in errore, abbia ricusato di accettare la consegna d’un malfattore che prima aveva chiesta al conte, questi, nell' insistere urbanamente che quel reo venga ricevuto, dichiara che non sarà mai per esigere da Venezia la pariglia, non avendo con essa alcun trattato in proposito, e non volendo far cosa contraria alle leggi venete; manda copia del n. 321. Data a Milano.