DOGE : ANDREA CONTARMI. 11!) 90. — 1381, ind. IV, Giugno 17. — c. 41 (43) t.° — Iacopo de Spiritellis, referendario e rappresentante di Leopoldo duca d’Austria, dichiara di avere ricevuto dai tre procuratori del comune di Venezia nominati nel precedente, due. d’oro 2000, in rifusione di altrettanti esborsati dal duca agli stipendiarì già esistenti nel castello di S. Martino di Ceneda. Promette che il detto principe ratificherà entro 3 mesi la presente. Di tale obbligo stanno mallevadori Benedetto Zancani ed Egidio Boldii nobili, e Giovanni Buono dal Ferro, veneziani. Fatto ed atti come al n. 89. — Testimoni alcuni dei nominati nello stesso n. 89. 91. — s. d. (1381, Giugno). — c. 39 (41) t.° — Istanza di fra’ Bartolameo da Piove di Sacco del convento di S. Stefano di Venezia, al Consiglio dei dieci. Dimostrando come la misura contro di lui presa dal Capitolo generale di Forlì (v. numeri 86-88), fu originata principalmente da cause politiche, e dal non essere esso frate partigiano del signore di Padova e traditore di Venezia, chiede provvedimenti in proprio favore. Sono nominati nel documento i frati: maestro Bartolameo da Venezia, maestro Filippo da Mantova, Nicolò da Venezia, Nicolò già priore, un Bonaventura cardinale (?), Gabriele de ca de laba (dell'Abbà?) di Candia, Michele da Venezia e Benedetto, tutti eremitani. 92. — s. d. (1381, Agosto 8). — c. 55 (57) t.° — Articoli della pace di Torino, nei quali si pattuisce: La Signoria veneta darà, entro due mesi e mezzo, l’isola di Tenedo nelle mani del conte di Savoia, il quale vi farà demolire quegli edilizi, fortificazioni ed altri che indicherà il comune di Genova. A malleveria della consegna nel tempo stabilito, Venezia depositerà presso uno o più dei comuni di Firenze, Bologna, Pisa od Ancona per 150,000 ducati d’oro in gioie, le quali saranno devolute al comune di Genova se la detta cessione non sarà fatta in tempo. Venezia e Genova guarentiscono al conte il possesso della detta isola. Seguono i patti relativi all’appianamento delle questioni che fossero per insorgere successivamente tra i contraenti, e la determinazione dell’ ammenda di 100,000 ducati da pagarsi dalla parte che trasgredisse il trattato (v. n. 96 e 120). V. Ljubió, op. cit., IV, p. 130 e 134. 93. — s. d. (1381, Agosto). — c. 84 (87) t.° — Le donne nominate nel n. 77, chiedono alla Signoria di poter eseguire quanto è in quello disposto, e ritirarsi nel futuro monastero a vita eremitica. (1381), Agosto 21. — Il podestà di Torcello dichiara nulla ostare ad una risposta favorevole alla dimanda. 1381, Settembre 18. — La Signoria assente a quanto sopra. 94. — 1381, Settembre 3. — c. 43 (45). — Nicolò Guarco doge ed il consiglio degli anziani di Genova al doge e al comune di Venezia. Accompagnano Giovanni di Mauro loro concittadino latore della ratificazione per parte loro della pace di Torino. Data a Geuova. V. Rerum Hai. script., T. XXII, col '745.