DOGE : MICHELE STENO. 359 lenne benedizione anche senza le insegne mentovate, purché non vi sia presente un prelato superiore. Data a Roma presso S. Pietro, a. II del pont. (V ìd. Maii). — In carattere della fine del sec. XV. V. Lììnig, Coiex Italiae diplomaticus, IV, 1673. 154. — 1412, ind. V, Giugno 7. — c. 122. — Comparsi il 1 del mese Nicolò Formonvelt vicario della chiesa di S. Giovanni di Latisana ed Antonio da Venzone procuratori del comune di Latisana, in compagnia di Giovanni (Delfino) patriarca di Grado, davanti alla Signoria, lamentandosi che il capitano generale Carlo Mala-testa avesse promesso di non molestare (afjìdaverai) i possedimenti dei conti di Gorizia, trattone il detto comune, chiesero di esser compresi nella promessa medesima, offrendo dal canto loro ogni specie di favore alle milizie venete. Ora il patriarca predetto, come procuratore della veneta Signoria, e Fiorino di Giovanni da • Padova vicecapitano e luogotenente di Antonio Forzatè capitano, Leonardo Scolio, Iacopo de Baisio, Antonio di ser Giorgio da Venzone giudici, Nicolò tedesco oste, Mauro de Pisono, Gasparino de Zanchele oste, Anderle (Andrea) da Villaco, Iacopo da Venzone e Iacopo di Zigliola consiglieri e rettori di Latisana, rappresentanti quel comune, pattuiscono : Latisana darà passo ed ogni possibile favore in tutto il suo territorio alle milizie della Signoria, ai negozianti e sudditi veneti e loro merci e (?ose, fornendo loro, verso pagamento, vettovaglie ed altro, salvi i diritti e l’onore dei conti mentovati ; ed acconsente a ricevere presidio veneziano. Il Malatesta, non avendone facoltà il patriarca, promette in nome di Venezia di difendere con ogni potere Latisana contro chi volesse molestarla per causa delle surriferite sue concessioni durante la presente guerra, tempo assegnato all’ efficacia di questa convenzione. Pena al contravventore ducati 5000 (v. n. 155). Fatta nella chiesa di S. Giovanni del Porto di Latisana. — Testimoni: il cav. Galeotto del fu cav. Guglielmo di Bevilacqua, il cav. Diomede del fu cav. Francesco Gonzaga, lo scudiero Guido del fu Eusebio (o Febo) Gonzaga, Zecchino del fu Guglielmo da Bagnacavallo, mastro Giorgio de’ Mondelli da Milano dottore di medicina e Puzeto da Camerino. — Atti Gasparino del fu Manno de’ Manni not. imp. ed apost. e scriv. due. 155. — (1412), ind. V, Giugno 8. — c. 123 t.° — Carlo Malatesta signore di Rimini rettore della Romagna per la S. Sede e capitano generale della Signoria veneta, dichiara (in volgare) che, avendo occupato la rocca di Latisana, restituirà quel fortilizio al nobile Antonio Forzatè di Montemerlo quando costui sarà nei domini veneziani ; e ciò anche contro il volere della Signoria stessa. Nel caso poi che Latisana cadesse in mano ai nemici, stà mallevadore che Venezia pagherà al Forzatè la somma per la quale egli tiene in pegno la detta terra. Fatto nel campo veneziano, nella villa di Chiamimi (Chialmins?). Il patriarca di Grado, qual commissario della veneta Signoria (v. n. 154), ratifica in quanto il possa 1’ atto precedente.