84 COMMEMORI ALI, LIBRO VII. 512. — 1369, ind. VII, Luglio 28. — c. Ili (108) t.° — In seguito ai rifiuti del soldano di Babilonia di restituire i veneziani e genovesi, e le loro merci da esso catturate, Nicolò Giustiniani e Pietro Morosini procuratori del comune di Venezia ed i procuratori del comune di Genova nominati nel n. 506 pattuiscono : È stretta alleanza fra i detti due comuni, fino al Natale del 1370, da disdirsi due mesi prima. Ciascuna delle parti fornirà due galee ben armate, nominando ognuna un proprio capitano. I capitani andranno d’accordo sulle operazioni della campagna, e, unita la squadra, avranno il comando avvicendato per giornata. Le navi salperanno dai porti rispettivi nell’ Agosto e si troveranno a Rodi, dove inviteranno quel gran maestro ad entrare nella lega (v. n. 514); lo stesso faranno, passando, coi governanti di Cipro (v. n. 515), e si recheranno nelle acque d’Alessandria ove rimarranno fino a tutto Novembre. In dette acque piglieranno quanti saraceni e lor cose potranno, e se il soldano non restituirà tosto i cattivi veneti e genovesi, apriranno rigorosamente le ostilità contro di lui, evitando le crudeltà. Se quel sovrano vorrà fare la restituzione, i capitani provvederanno all’uopo; ma le parti non potranno trattare separatamente. Le stesse manterranno fino alla pace col soldano il divieto ai propri cittadini di trafficare coi di lui sudditi, e le dette galee cattureranno gli inobbedienti e le loro merci. Esse galee cercheranno d’impedire il commercio degli altri cristiani coi saraceni, e sequestreranno le navi che portassero merci o mercanti veneziani o genovesi. I saraceni non soggetti al soldano, saranno impediti di recarsi nei suoi domini, e le loro navi che portassero merci come sopra saranno depredate ; nella campagna del 1370 siano predate tutte, portino o non portino merci. Si stabiliscono le norme per la divisione delle prede e dei prigionieri, e pel cambio di questi con quelli fatti dal soldano e dai suoi. La campagna del 1370 durerà dal 1 Maggio a tutto Novembre. Le parti osserveranno tutto ciò sotto pena di 20,000 fiorini d’oro (v. n. 503 e 513). Fatta in Montefiascone nel convento dei frati minori. — Testimoni : Marco (da Viterbo) cardinale prete di S. Prassede, Bartolameo di Iacopo da Genova dottor di leggi, Filippo de’ Rossi canonico di Parma, Sirnone Morosini pievano di S. Leone di Venezia, Napoleone de’ Pontiroli, Masioto di Marco da Montefalco sergente d’armi del papa, Antonio del fu Giovanni de’ Canelli da Genova, Raimondo del fu Ama-dino Zaneboni da Cremona abitante a Venezia. — Atti Baldassare di Nicolò Corsi de Pineto notaio imperiale. 513. — 1369, ind. VII, Luglio 28. — c. 113 (110). — Non avendo i procuratori del comune di Venezia nominati nell’allegato A riconosciuto sufficienti i poteri di quelli del comune di Genova (v. allegato B) per la stipulazione dell’ allegato C, questi ultimi promettono ai primi che il doge e il comune di Genova ratificheranno il trattato n. 512 prima del venturo 15 Agosto, sotto pena di 6000 ducati d’oro, restando indenne Venezia dalle conseguenze del piccolo ritardo che tale incidente portasse all’ esecuzione del trattato stesso (v. n. 517). Atti Tomaso di Bonincontro del fu Bonincontro da Venezia not. imp. Allegato A : 1369, ind. VII, Giugno 16. — Il doge, coi consigli minore, dei pregadi e della giunta, crea procuratori del comune di Venezia Nicolò Giustiniani