380 COMMEMORIALI, LIBRO X. Niuno dei medesimi aiuti in modo alcuno o dia passo a genti che andassero ai danni d’un altro. Lottiero Rusconi dichiarerà di chi voglia essere aderente. La presente sarà ratificata da ciascuno dei contraenti entro 15 giorni, e dai loro aderenti entro un mese. I dubbi e le controversie saranno risolte da giudici eletti dalla veneta Signoria e del duca di Milano. La tregua sarà proclamata il 4 agosto e da quel di ne incomincierà la osservanza. Pena comminata agl’infrattori 30,000 ducati (v. n. 218). Fatto in Brescia, nel palazzo nuovo della cittadella. — Testimoni: Vinciguerra del fu Antonio di Arco, Paride di Lodrone, Galeotto de’ Rigacci da Rimini, Giovanni de’ Gozoni, Ugolino de’ Pili da Fano dottor di leggi, Maffeo di Gambara, Nicolino de Campolo, Andrea de’ Gennari, Rinaldino di Lorenzo da Rimini, Giovanni de’ Gennari da Ravenna, Giovanni detto Coltreta da Desio, Giovanni Manfredo di Rezoallo da Genova, Paolo de Piano cancelliere del Malatesta. — Atti Gian Domenico dal Ferro del fu Giacomo Cristoforo notaio imp. e scriv. ducale di Venezia. V. Verci, op. cit., XIX, Doc., pag. 90. 218. — 1416, ind. IX, Agosto 5. — c. 213 (212) t.° — Filippo Maria duca di Milano ratifica la tregua n. 217. Fatto ed atti come il n. 214. — Testimoni: Gian Francesco de’Balbi dottore di medicina, Corradino di Tomaso di Vimercate, Antonio di Landriano, Franceschino de’ Siringarii e Giorgio detto Scaramuzza Aicardi. Segue annotazione che le ratificazioni spedite da Giovanni da Vignate, Giorgio Benzoni, Lotterio Rusconi, Guido Torelli, Rolando e Pietro Pallavicini ed altri furono inviate in tempo alla Signoria, e che il notaio Gian Domenico dal Ferro, il quale rogò e publicò 1’ ¡strumento della tregua scrisse a tergo della minuta : Treu-gua Lombardie, vix durai una die ; e così avvenne, onde l’annotatore aggiunge « e iienlelo a mente ». 219. — 1416, Novembre 26. — c. 204. —Patente di Federico duca d’Austria, Stiria, Carintia e Carniola, conte del Tirolo ecc., con cui, avendo riconosciuto, dalle prove offertegli da parte del doge e di Marcabruno di Castelbarco di Beseno, che le terre di S. Ilario, Barbarola e Terragnolo nella pieve di Lizzana non appartenevano alla giurisdizione del castello di Nomi, ma a quella di Beseno, ne fa analogo riconoscimento, e dichiara di rilasciare e restituire esse ville al Castelbarco. Data a Trento. 220. — 1417, ind. IX, Marzo 15. — c. 217 (216). — Tomaso da Campofregoso doge, Damiano Pallavicino dottor di leggi, priore, Simone Cigala, Nicolò Sauli, Raffaele Sovrano de’ Taddei not., Giuliano Marocello, Luchino de Guercio, Antonio del fu Lodisio Spinola, Giovanni di Grondona da Polcevera e Franco Fieschi, anziani ; Brasco Saivago priore, Raimondino Fieschi dottor di leggi, Agostino da An~ dora, Tomaso degli Scipioni, Iacopo da Passano not., Pietro Bondenario, Quillico Marioni (o Marconi) e Pasquale Sauli, membri dell’ufficio di provvisione, rappre-