DOGE : ANTONIO VENIERO. 235 11. — 1395, ind. Ili, Settembre 11. — c. 9 t.° — Andrea del fu cav. Ugo della Stuffa e Guido del fu Tomaso Neri Lippi, due dei dieci di balia di Firenze e procuratori di quel comune (procura in atti di Michele del fu Faccio Angeli notaio imp. fiorentino), e Bello del fu Nanni de’ Giuliani da Forlì dottor di leggi e procuratore di Cecco e Pino degli Ordelaffi vicari in Forlì (procura in atti di Giovanni di Franchino da Castrocaro) e del nobile Tomaso conte de’ Novi castellano in Castrocaro (nominati in seguito ad iniziativa del doge di Venezia e per gli uffici dei di lui ambasciatori Leonardo Dandolo e Michele Steno procuratori di S. M.), presentatisi ad Astorre Manfredi signore di Faenza, eleggono il detto doge, la Signoria ed il comune di Venezia a giudici arbitri nelle questioni vertenti fra Firenze e gli Ordelaffi per la rocca e terra di Castrocaro, e danno agli arbitri stessi le facoltà necessarie all’ esercizio del loro potere, giurando che ne saranno osservate dalle parti le decisioni, sotto pena di 25000 fiorini per ogni inosservanza. Fatto nel palazzo del Manfredi in Faenza. — Testimoni : Francesco de’ Fosca-rari e Giovanni (Nanne) de’ Gozzadini ambasciatori del comune di Bologna, Daniele di Luchino de’ Saveri da Bologna, Iacopo di Conte da Perugia, Angelo di Meni-cuccio de’ Modigliani e Bartolameo di Andrea da Casale, tutti quattro abitanti a Faenza (v. n. 19). 12. — 1395, ind. Ili, Ottobre 7. — c. 7 t.° — Quitanza simile al n. 7 per la quarta rata di ducati 5000 (v. n. 10 e 14). Fatto, testimoni ed atti come al n. 10. 13. — 1395, ind. IV, Novembre 10. — c. 13 t.° — Giorgio di Strazimir dei Balsa signore di Zenta ecc. nomina suoi procuratori fra’ Nicolò Samarissi da Scutari professore di teologia, il nobile Elia del fu Marino, e Chinesio, con facoltà di stipulare qualunque specie di trattati colla veneta Signoria (v. n. 22). Fatto nel castello di Dulcigno. — Testimoni: Marino canonico e Matteo arcidiacono di quella cattedrale. — Atti Giovanni de’ Moriggi da Milano. V. Liubió, Monumenta spectantia historiam Slavorum meridionalium, IV, doo. D. 14. — 1395, ind. Ili, Dicembre 17. — c. 8. — Antonio de’ Baldinotti da Pistoia, giudice, procuratore di Nicolò marchese d’Este, dichiara di avere ricevuto dai camerlenghi di comune di Venezia 2000 ducati per la quinta rata mensile del prestito pattuito nel n. 2. Fatto nella cancelleria ducale di Venezia. — Testimoni: il cancellier grande, Giovanni Vido, Pietro della Costa ed Alessandro de’ Reguardati notai ducali. — Atti come al n. 2 (v. n. 12 e 15). 15. — 1395, ind. Ili, Dicembre 22. — c. 8 t.° — Antonio de’ Baldinotti (vedi n. 14) dichiara di avere ricevuto da Michele Steno proc. di S. M., rappresentante il comune dì Venezia, due. 563, gr. 21, picc. 16, a saldo della somma promessa al marchese d’ Este nel n. 2. Fatto come il n. 2. — Testimoni diversi già nominati. — Atti Giovanni del fu Andrea di Oltedo.