140 COMMEMORIALI, LIBRO Vili. 1379, Gennaio 20. — V. 1379, Marzo 25. 60. — 1379, ind. II, Marzo 25. — c. 28 (31). — Pietro Cornaro procuratore di S. Marco (v. allegato) dichiara che, volendo arruolare ai servigi di Venezia 200 lancie e 500 fanti per combattere i genovesi, ed avendo sentito esservene in Lombardia, pregò Bernabò Visconti di condurle in proprio nome, ma per conto del comune di Venezia. Avutane 1’ adesione, il Cornaro promette a Goffredolo Cusani procuratore del Visconti che Venezia pagherà, sia a quel signore, sia direttamente alle milizie, gli importi che saranno stipulati nei contratti di ferma per stipendi ecc. e manterrà indenne il Visconti per qualunque pretesa delle milizie stesse. Il presente sarà ratificato entro un mese dalla veneta Signoria. Fatto a Milano in casa di Martino de’ Gisolfì a porta Vercellina, dimora del Cornaro. — Testimoni : Leone di Beltrame degli Adami da Melzo e Manfredo del fu Prevedino Sanguino, ambi notai di Milano, Nicolò del fu Andrea de Girardo not. due. e Vittore del fu Francesco Regia ambi veneziani, ed Antonio del fu Giovanni Cusani da Milano. — Atti Giovannolo d’Intimano detto d’Antignate del fu Brolo, notaio imperiale di Milano. Allegato: 1379, ind. II, Gennaio 20. — Il doge co’ suoi consigli crea procuratore del comune di Venezia Pietro Cornaro proc. di S. M. per trattare qualsiasi affare relativo all’alleanza riferita nel n. 42. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: il cancellier grande ed i notai ducali Giovanni Vido, Pietro di Iacopino de’ Rossi e Pietro Costa. — Atti Angelo Pensabene de’ Zucchelli. 6!. — 1379, ind. II, Aprile 10. — c. 71 (73) t.° — Pietro Guaita catalano procuratore di Pietro Embernardo, e Iacopo Marades e Iacopo Rigolf di Valenza, danno a nolo per 4 mesi a Daniele Cornaro ambasciatore veneto due loro galee da tre uomini per banco, arredate ed armate con 30 balestrieri ognuna, per 1200 due. d’oro il mese ciascuna. I noleggianti andranno coi loro legni a’ danni del re d’Ungheria, dei genovesi e d’ ogn’ altro nemico di Venezia, nelle acque che si stendono da Messina alla Riviera di Genova. Saranno padroni delle prede che faranno, ma consegneranno ai veneziani i prigionieri. Trovandosi con flotte venete, obbediranno ai comandanti di quelle, ed avranno parte alle prede come gli altri legni e come è consueto (v. n. 62). Fatto in Napoli. — Testimoni: Bernardo de Storanto e Franceschino de’ Parati catalani, Francesco de’ Maestri, Marco Zuschio ed Andrea Vanini veneziani. — Atti Marco Rosso notaio imperiale, veneziano. 62. — 1379, Aprile 17. — c. 71 (73) t.° — Pietro Embernardo ratifica il contratto num. 61. Fa quitanza col Marades e col Rigolf al Cornaro per 4800 ducati d’oro, nolo di due mesi per le due galee, dal 1 Maggio futuro, e promette che il visconte Rode darà al comune di Venezia una galea ai patti contenuti nel n. 61 (v. n. 64). Fatto nel porto di Napoli. — Testimoni ed atti come al n. 61.