300 COMMEMORI ALI, LIBRO IX. a combattere contro la S. Sede, nè contro sudditi di essa senza permesso della medesima. Sarà capitano generale di tutte le forze terrestri della veneta Signoria per 4 mesi e 2 di rispetto. Avrà per sua condotta 300 lancie, a 15 ducati d'oro il mese l’una, e 200 fanti, a lire 16 ven. il mese i balestrieri e 13 i lancieri, con paga morta ogni bandiera e 4 ragazzi, computati i connestabili. Avrà due paghe (mesi) di prestanza prima deH’arrolaménto; una finito questo; l’ultima, e le eventuali successive, ratealmente di mese in mese. Potrà fare gli arruolamenti in Pesaro, d’onde manderà i soldati a Primaro, quinci saranno trasportati a Marghera a spese della Signoria. Si stabiliscono le decorrenze delle paghe ; le mostre delle milizie una volta il mese. I soldati debitori d’alcuno, non condannati, abbiano salvocondotto durante la ferma ; i cavalli morti siano rimpiazzati entro 10 giorni. 11 capitano avrà giurisdizione criminale e disciplinare su tutto l’esercito; potrà levar decime secondo l’uso; cassare e rimettere soldati da lui arruolati. Entro due mesi al più tardo, avrà complete le 300 lancie e i 200 fanti ; i suoi domestici potranno essere inscritti come militi con paga, ma si condurrà 20 cavalieri a proprie spese. Avrà 1000 ducati il mese per sua provvisione ; il soldo delle milizie da esso arruolato sarà contato a lui. Le stesse, nelle terre suddite di Venezia saranno alloggiate gratuitamente. 295. — 1404, Luglio 15. — c. 162 (160). — Il consiglio degli anziani e l’ufficio di provvisione di Genova al doge. Avuta notizia delle vertenze insorte fra Venezia e il signore di Padova, le deplorano. Inviano ambasciatore per tentare un componimento, che raccomandano con molto calore anche in nome del re di Francia. Data a Genova. 296. — 1404, ind. XIII, Agosto 3. — c. 171 (169). — Gabriele Emo cav. procuratore del doge e del comune di Venezia e Francesco Gonzaga vicario imperiale in Mantova, pattuiscono: Potendo Venezia impadronirsi di Verona, saranno assicurate al Gonzaga Ostiglia, Villimpenta, Castellare Lagusello, Beiforte e Peschiera. Il medesimo sarà compreso nella pace che si facesse col signore di Padova. Il Gonzaga chiuderà il passo pe’ suoi domini ad uomini, merci ecc. diretti verso i territori di Verona e di Padova, o che ne provengano. Darà invece ricetto ai veneziani e li fornirà, verso pagamento, d’ogni comodo di munizioni e di artiglierie (queste gratuitamente) per le imprese che fossero per fare dalla parte del Mantovano contro i detti territori. Egli poi sarà capitano generale dell’armi venete dalla detta parte, coll’onorario di 500 fiorini il mese e condotta di200 lancie e 100 pedoni; e di questa si stabiliscono i particolari. Incontrandosi col capitano generale veneto or guer-reggiante, dovrà sottostare al medesimo. Venezia terrà un suo nobile presso il Gonzaga per consigliarlo. Questo avrà il comando di altre 200 lancie e di 100 fànti oltre i mentovati di sopra. Egli farà guerra contro il signore di Padova e contro Verona, nè aprirà trattative senza il permesso del doge. Fatto in Mantova nella cancelleria del Gonzaga. — Testimoni: Giovanni da Como dottore di decreti priore dei crociferi di Mantova e vicario di quel vescovo, Marco de’ Marchi de Veruculo vicario del Gonzaga, Bertolino de Cappo massaro