208 COMMEMORIALI, LIBRO Vili. Foscarini, Costantino da Corone e Giorgio Moscoleo ambi dragomanni veneti. — Scritto in latino da Filippo Zicandili e in greco da Teofilachi Yassilico. — Con bolla d’oro. 348. — 1390, ind. XIII, Giugno 28. — c. 179 (181). — Nerio degli Acciaiuoli dichiara (in dialetto) che se, dietro il suo ordine, non sarà consegnata la terra e il castello di Megara a Francesco Foscolo, Michele Contarmi e Gabriele Emo cav., o a chi per loro, si obbliga di pagare alla veneta Signoria 25000 due. d’oro. Ansanio Zaccaria promette di non lasciar libero l’Acciaiuoli prima della suddetta consegna o pagamento (v. n. 345 e 408). Fatto nel castello di Listrina. — Testimoni: Beltraneto di Salahaia ed Erode de Erro. 349. — 1390, Luglio 25. — c. 140 (149). — Il signore di Milano, al doge. In seguito a rapporti di Faustino de’ Lantani (suo inviato a Venezia) ringrazia per la ripulsa data dalla veneta Signoria agli ambasciatori dei comuni di Bologna e di Firenze, che volevano indurla ad una lega contro di esso ed a favorire il signore di Padova. Risponde poi a certe querele : non poter essere stato detto male, con sua connivenza, di Venezia dai suoi sudditi; ei punirebbe gli autori di voci maligne ; creder piuttosto che queste siano sparse dai fiorentini, un’ ambasciatore dei quali, nel recarsi a Venezia, disse in Ravenna essere i suoi signori in lega colla veneta Signoria ; simili voci essere sparse in Genova ed in Pisa. Circa ai danni patiti da alcuni veneziani negli ultimi rivolgimenti di Verona, n’ è dispiacente ; la stessa sorte toccò anche ai suoi sudditi e a comaschi ; ei prese tutte le misure onde non fossero molestati gli amici, ma i soldati, datisi al saccheggio, non udirono più la voce dei comandanti. Farà il possibile per esser utile ai danneggiati. È dispiacente che i suoi soldati di Marostica e di Bassano abbiano fatto scorrerie sul territorio veneto di Treviso ; anche per ciò diede ordini e prese provvedimenti per compensare i danni ed onde non si rinnovino. Non è vero eli’ ei pensi di far lega coi turchi ; mandò nei costoro paesi Iacopo della Croce suo famigliare a far incetta di bestie feroci (pardi) per suo diletto. Data a Milano. 350. — 1390, Luglio. — c. 146 (149) t.° — Nomi e titoli dei cardinali di S. R. Chiesa. Vescovi: Filippo d’Alencon, d’Ostia e Velletri (1); Francesco (Prignani o Moricotti) detto pisano, di Palestrina (1) ; Pileo (di Prata) detto ravennate, di Frascati. Preti : Andrea (Bontems) detto di Perugia, dei SS. Marcellino e Pietro (1) ; Poncello (Orsini) detto di Aversa, di S. Clemente (1); Valentino detto di Cinque-chiese, di S. Sabina ; Stefano (Paiosi) detto di Todi, di S. Marcello (1) ; Angelo (Acciaiuoli) detto fiorentino, di S. Lorenzo in Damaso, Francesco (Carbone) detto di Monopoli, di S. Susanna ; Enrico (Minutolo) detto napoletano, di S. Anastasia ; Adamo (Easton) inglese, di S. Cecilia (1); Bartolameo (Mezzavacca) detto di Rieti, di S. Martino ne’ monti (1) ; Cosma (Meliorati) detto bolognese, di S. Croce in Gerusalemme; Bartolameo (Oleario) padovano, di S. Potenziana (1) ; Cristoforo (Mari''