DOGE : ANTONIO VENIERO. 261 121. — 1398, ind. VI, Giugno 28. — c. 73. — Convocato il consiglio generale dei 600 di Bologna, Giovanni de’ Lapi dottor di leggi, uno degli anziani, propose in nome della Signoria la ratificazione della tregua n. 109. Fatta la discussione e raccolti dai frati eremitani i voti, si trovò la proposta approvata. Fatto come il n. 105. — Testimoni: fra’ Pietro da Castagnolo, fra’ Bartolameo da S. Agnese, fra’ Cristoforo da Bologna eremitani di S. Agostino del convento di S. Iacopo di Bologna. — Atti Guglielmo di Giovanni de’ Caccianemici. 122. — 1398, Giugno 30. — c. 44. — Gian Galeazzo duca di Milano risponde a lettere ducali. Ringrazia pei provvedimenti presi da Venezia onde ovviare che le soldatesche licenziate danneggiassero i di lui sudditi ed alleati, e in particolare per la promessa che fu obbligato a fare Conte da Carrara. Ei pure esigette egual promessa, nei riguardi di Venezia, da Alberico di Barbiano gran contestabile del regno di Napoli, or or licenziato. Circa poi ai provvedimenti relativi alle milizie, accredita Rolando de’ Sommi (v. n. 123). Data a Pavia. V. Verci, op. cit., XVIII, Doc., p. 5. 123. — 1398, ind. VI, Luglio 3. — c. 76. — In seguito alla ratificazione n. 117, Marco de’ Pii da Carpi, per sè e pei fratelli Alberto e Gian Galeazzo, ratifica ed approva la tregua n. 109 (v. n. 124). Fatto nella cancelleria del castello di Carpi. — Testimoni : Lorenzo Odovrandi da Parma canonico di Modena, mastro Gabrio figlio di mastro Iacopino di Cantorio cerusico e Bartolameo di ser Giuliano de’ Sigombri da Modena. — Atti Nicolò del fu Matteo de’ Coccapani da Carpi not. imp. 124. — 1398, ind. VI, Luglio 4 e 5. — c. 72 t.° — Il gonfaloniere di giustizia, i priori delle arti, i gonfalonieri del popolo e i dodici buoni uomini del comune di Firenze ratificano la tregua riferita nel n. 109. Fatto nel palazzo del popolo di Firenze. — Testimoni : Fra’ Giorgio Muti priore di S. Gallo, Giovanni di Andrea e Giovanni di Francesco notai. Il consiglio del popolo di Firenze, convocato dai priori e gonfaloniere suddetti, ratifica la tregua suddetta. Fatto come sopra. — Testimoni : Giovanni di Francesco notaio e Matteo di Vanni. Luglio 5. — Il consiglio del comune di Firenze convocato come sopra, ratifica la tregua suaccennata. Fatto come sopra. — Testimoni: Dino di ser Scarfagnino notaio, Pietro di Gaudenzio e Iacopo di Francesco. Tratta da Giovanni del fu Francesco Guardi dai libri delle riformagioni, in atti del notaio Viviano del fu Neri Viviani. 125. — 1398, Luglio 11. — c. 44 t.° — Francesco Gonzaga signore di Mantova risponde a lettere del doge. Si scusa di non avere per anco ratificata la tregua