382 C0MMEM0RIALI, LIBRO X. S. Marco de supra, Antonio Contarmi e Francesco Foscari, tutti procuratori di S. Marco, rappresentanti il doge e il comune di Venezia, pattuiscono: È stretta alleanza per cinque anni fra il duca e il comune. Niuno dei due recherà o lascierà che si rechino o si ordiscano danni all’ alleato dai propri soggetti e nei propri domini ; nè darà asilo a malfattori, traditori e ribelli, nè transito, ricetto o favore di sorta a nemici dell’altro contraente. Ambe le parti terranno sicure le vie ai mercanti e permetteranno ai comuni sudditi ampia libertà di viaggiare e trafficare nei rispettivi stati, verso pagamento dei diritti consuenti. Il contraente che ne avesse bisogno potrà levar milizie nei territori dell’ altro, però senza incomodo di questo ; e cosi pure trarne vettovaglie e grascie. Niuna delle parti potrà contrar lega a danno dell’ alleata. Pena al contravventore 5000 due. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Nicolò Ventiler, Iodoco Lanz, Giorgio Ornester, Pietro Hoaner, tedeschi, Bernardo Argoiosi, Gasparino dei Mani, e Francesco Beaciani, notai ducali. — Atti Pietro del fu Simone Negri not. imp. e scriv. due. ¿24. — 1417, Aprile 10. — c. 215 (214) t.° — Gian Francesco Gonzaga vicario imperiale a Mantova al doge. In seguito a colloquio da lui avuto in Peschiera con Francesco Bembo cav., dichiara voler essere sempre amico e fedele alleato di Venezia. Data a Mantova. — Controfirmata Giovanni degli Uberti. 225. — 1417, ind. XI, Novembre 18 — c. 214 (213) t.° — Il doge dichiara di avere ricevuto da Alessandro Borromeo mercante di Venezia due. 4742, grossi 14, a parziale restituzione del 5000 prestati già a Iacopo re di Napoli nel suo soggiorno in Venezia ; e tal restituzione fu fatta col ricavato da certo frumento spedito da Tassino Gaudini siniscalco regio, per ordine d’esso re e della regina Giovanna, a tale scopo. Data nel palazzo ducale. 1418, Febbraio 18. — V. 1418, Aprile 14, n. 226. 226.—1418, ind. XI, Aprile 14.—c. 1971.°—Frate Antonio de Rippa (de la Rive?) ammiraglio e procuratore dell’Ordine gerosolimitano (v. allegati), e Leonardo Mocenigo, Albano Badoaro, Nicolò Vitturi, Rosso Marino e Bartolameo Nani, procuratori del doge e del comune di Venezia, pattuiscono: L’Ordine suddetto si dichiara debitore verso Venezia ed i sudditti di essa di ducati 13,960, non tenuto conto di 46 sacchi di cotone consegnati da Bernardo Signer a Veneziani in Sicilia; la detta somma sarà pagata in Rodi o in Venezia, entro due anni dal dì in cui le galee venete del viaggio di Bairut, reduci dalla Siria alla metà dell’ anno, toccheranno l’isola di Rodi. Fatto in Venezia. — Testimoni: Gasparino Merlati, Agostino del fu Paolo de Rugulo, Iacopo de’Languschi not. due., Antonio del fu Michele Protoconio da Rodi, Antonio Bertoni di Pontecurone, Antonio del fu Geranio Calvi di Avignone,