282 COMMEMORIGLI, LIBRO IX. che tenevano nel principato prima della venuta dei franchi ; in seguito avranno a provare in giudizio i loro diritti. Sarà fatta piena giustizia ai veneziani pei loro crediti verso gli abitanti dell’ Acaia. Nè Zonchio, nè luogo alcuno del principato sarà ceduto a nemici di Venezia o a sospetti tali, e in ogni caso di cessione quella sarà preavvertita, ed avrà la preferenza trattandosi di vendita. Essa non favorirà i nemici del S. Superano e dei suoi successori. L’ultimo procurerà che la presente sia accettata dal signor Arardo, dall’ arcidiacono e da Andronico di Assano Zaccaria (v. n. 31). Fatto nel palazzo maggiore di Modone. — Testimoni: Pietro vescovo di Corone, Nicolò Cutrulli cav., Marco Coppo veneziano, Ruggiero da Novella cancelliere del principato d’Acaia, Marco Abati canonico di Modone e Simone Delfino. — Atti Micheletto di Costanzo Marcello da Modone not. imp. Allegato A : 1387, ind. X, Gennaio 14. — Il doge coi suoi consigli nomina procuratori del comune di Venezia Nicolò Zeno e Filippo Pisani castellani a Corone e Modone, per la stipulazione di qualunque specie di trattato col vicario generale e coi baroni del principato d’Acaia. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni tre notai ducali. — Atti Leonardo degli Azzoli. Allegato B : 1387, Luglio 5. — Paolo arcivescovo di Patrasso, Matteo vescovo Olonense, Pietro vescovo di Corone, Francesco vescovo di Modone, Erardo di Aynoys, detto Mabro, di S. Salvatore d’Arcadia, Andronico di Assano Zaccaria cav. e signore della baronia di Calandria e gran connestabile del principato, frate Adamo di Balaart priore gerosolimitano di Francia e maestro di Morea, frate Rull Strob maestro dell’ ordine teutonico nel principato di Morea (?), Nicolò Cu-rulli, Giovanni Veristia, Goffredo Mallet, Pizzetto Ricci cav., Ruggero de’ Navelli cancelliere, Nicolò de Iona, Iacopo di Roberto Scazani detto Mica, Arnaldo di Galizia, Giovanni Supini, Nicolò Galain, Dino Balsamo de’ Navelli, Giovanni Cuzia de Speleto, Antonio de Mino, Pietro di Gongorio, Roberto di Nidi, Nicolò da Taranto, Giorgio Viristia, Antonio Mazzarella, Sansone de Bello loco detto Rifrai, Lance-rotto di Montfort e Giovanni Mezia ligi del principato d’ Acaia, danno facoltà a Pietro di S. Superano di trattare in lor nome coi procuratori della veneta Signoria. Fatto per mano di Giovanni Rostagini da Napoli notaio. 2. — 1395, ind. Ili, Aprile 3. — c. 1. — Pietro Contarmi e Giovanni Alberti procuratori del doge e il minorenne Nicolò marchese d’Este, coll’ intervento di Antonio Bembo podestà a Ferrara fungente da tutore, assenzienti Filippo de’ Roberti di Tripoli, e Tomaso degli Obizzi cavalieri, Giovanni del fu Gilberto dal Sale e Bartolaineo da Mella rettori per esso marchese, e presenti il nobile Nicolò del fu Elia de’ Constabili, il nob. Martino de’ Giocoli, Iacopo Gualengo not., Pietro del fu Iacopo de’ Beccari, Iacopo del fu Giovanni dal Bove, Guizzardo de’ Riminaldi, Bar-tolameo del fu mastro Giovanni Bugoleto, Rodolfo del fu Giannino beccaio, Faccio rigattiere (strazarolus), Giovanni del fu Maggio da Medelana mereiaio savi del comune di Ferrara, mastro Compagno medico, Filippo degli Sbugi, Rigo da S. Vitale notaio, Francesco de’ Curioni, Luigi de' Girondi, Mastro Iacopo de Dogato,