BOGE : LORENZO GELSI. 39 202. — (1365), Aprile 5. — c. 53 (49) t.° — Bernardo di Rodes arcidiacono de Vallibus nella chiesa di Chartres, auditore papale e della camera apostolica, ai vicari dei vescovi e ai rettori di chiese delle diocesi castellana, di Torcello e di Treviso. Fatta la storia della convenzione riferita nel n. 109 del libro VI e dei negoziati relativi, dice che della somma dovuta da Venezia non furono pagati che 3000 fiorini d'oro, onde, ad istanza di Stefano de Batuto, ordina ai suddetti, sotto pena di scomunica, di citare il doge ed il comune di Venezia a comparire alla Curia romana davanti ad esso scrivente, entro 40 giorni dall’ intimazione, per rispondere sul dif-fetto di pagamento dei restanti 9000 fiorini d'oro. Dato in Avignone. — Nel presente sono nominati Guglielmo Roger di Beau-fort visconte di Turenna e gli altri mentovati nei n. 8, 109, 126 e 127 del libro VI. 203. — 1365, ind. Ili, Aprile 28. — c. 15 (11). — Annotazione che fu concesso privilegio simile al n. 38 ad Algisino di Nigrino da Bergamo. 204. — 1365, ind. Ili, Aprile 28. — e. 23 (19) t.° — Annotazione di privilegio simile al n. 81 concesso a Freduccio del fu Giliotto de’ Paganelli, con condizione che non possa navigare se non farà gl’ imprestiti publici. 205. — 1365, Maggio 10. — c. 53 (49). — Condizioni per la condotta ai servigi di Venezia in Candia di Bartolomeo del Verme. 206. — (1365, Maggio 24). — c. 51 (47) t.° — Nicolò arcivescovo di Strigonia e Nicolò Konth palatino del regno d’ Ungheria, rispondono a lettere del cancellier grande : non aver notizie di danni dati in Dalmazia a veneziani, e di certo affare relativo al sale di Pago, sulle quali cose gli aveva interpellati il cancelliere ; promettono d’informarsi e scrivere. Data a Vicegrad il sabbato dopo la festa di S. Valente martire. V. Mon. Eung. Sist., Acta ext., II, ri. 443. 207. — (1365), Maggio 25. — c. 51 (47) t.° — Rodolfo IV duca d’Austria ecc. al doge ed al comune di Venezia. È grato della sollecitudine che si prende la Signoria per farsi mediatrice di pace. Tomaso di Bonincontro notaio ed inviato veneto gli partecipò la liberazione, fatta da Venezia, di alcuni austriaci arrestati da Francesco da Carrara ; solo quando costui libererà gli altri sudditi austriaci che trattiene, il duca lascierà andare il messo padovano che è prigione in Vienna. Le strade dei domimi ducali sono libere e sicure per quei mercanti nei paesi dei quali Io sono per gli austriaci. Data a Bressanone. V. Zahn, Austro-Friulana, pag. 287. 208. — 1365, ind. Ili, Giugno 1. — c. 55 (51). — Lodovico patriarca d’Aqui-leia crea suoi procuratori Princivalle de Alferiis preposito di S. Stefano e suo vicario generale nello spirituale, e Gasparino della Torre camerlengo patriarcale, con facoltà di stipulare quanto sta nel n. 212.