DOGE : ANTONIO VEN1ERO. 273 fredi saranno restituite le rendite dei predetti beni sequestrate fino ad oggi. Il marchese pagherà ai Manfredi 2000 due. d’oro all’anno a titolo d’indennizzo di spese finché terranno prigione Azzone d' Este, restando in lor balia il lasciarlo libero, purché non sia a’ danni del marchese e previa dichiarazione della veneta Signoria. Morendo Azzone in cattività, i Manfredi avranno dal marchese 1000 ducati l’anno fin che vivono. Anche di ciò stanno mallevadori i sunnominati sudditi del marchese. I contraenti si promettono amicizia. Il trasgressore del presente pagherà 10000 ducati. In fine, il procuratore del Manfredi dà in affitto al marchese il luogo e le possessioni di Migliaro e le case in Ferrara, alle condizioni surriferite (vedi num. 195). Fatto nel palazzo del marchese in Ferrara. — Testimoni : il cav. Alberto di Cabrino de’ Roberti, Nanni del fu Carlo Strozzi di Firenze, mastro Donato del fu Lorenzo da Casentino, Iacopo del fu Nascimbene Delaito da Rovigo e Paolo di Iacopo Sardo, tutti tre cancellieri del marchese. — Atti Giovanni del fu Andrea degli Oltedi e Gioacchino de' fu Giovanni Trevisano notai imperiali e scrivani ducali veneti. 173. — 1400, ind. Vili, Febbraio 29. — c. 101. — Gian Galeazzo Visconti duca di Milano, conte di Pavia e di Virtù, signore di Pisa e di Siena, per sé e pei suoi aderenti, nomina suoi procuratori Giovanni Capodigallo da Roma vescovo di Feltre e Belluno e Pietro della Corte dottore e nobile di Pavia, per negoziare e concludere con Venezia e coi confederati di essa una buona pace (v. n. 109 e 174). Fatto in Pavia nel parco del Visconti. — Testimoni : Antonio conte di Pol-lenzo marchese di Val di Trebia, Ottone di Mandello da Milano, Giorgio conte di S. Orso da Verona cavalieri, Filippo de’ Milii da Brescia dottor di leggi consigliere, e Paolino da Brivio camerlengo del duca. — Atti Giannino della Crosa di Pavia not. imp. uffiziale della cancelleria del duca. 174. — 1400, ind. Vili, Marzo 21. — c. 98. — Benedetto Soranzo e Michele Steno procuratori di S. Marco, Ramberto Querini, Tomaso Mocenigo, Nicolò Fo-scari e Giusto Contarini procuratori del doge e del comune di Venezia, facienti anche pei comuni di Firenze e Bologna, per Francesco da Carrara signore di Padova, per Nicolò marchese d’Este, per Francesco Gonzaga signore di Mantova e per tutti i collegati nella lega n. 88 e loro aderenti da una parte, ed i procuratori del duca di Milano (n. 169), rappresentanti anche i costui collegati ed aderenti dall’ altra, pattuiscono : È f tta tra le parti e loro aderenti pace perpetua alle seguenti condizioni : sono rimessi tutti i danni scambievolmente recatisi, salvi i diritti dei privati da constatarsi ; i sudditi di ciascuno dei contraenti avranno libera pratica nei domini degli altri ; il signore di Padova pagherà ogni anno al duca, in Giugno, 7000 fior, d’oro fino al saldo dei 500000 che gli deve in virtù della sentenza di Genova del 1392; questi due ultimi principi non accoglieranno nè terranno ne’ rispettivi stati banditi e ribelli dell’ altro. Si restituiranno al marchese d’ Este e a suoi aderenti il castello di Pigneto tenuto ora da Azzone di Rodiglia, il Castelvecchio nel territorio di Modena, il castello di Aule (forse Aule per Aulina o Olina) già posse- COMMEMOR1ALI, TOMO HI. 35