288 COMMEMORIALI, LIBRO IX. 243. — 1402, ind. XI, Settembre 6. — c. 136 (134). — Il doge scrive al capitano di Raspo, dandogli facoltà di ricevere dal capitano di Gorizia, rappresentante quei conti, il possesso effettivo del castello di Raspo conforme al contratto n. 241. All’ uopo gli si spedisce il notaio ducale Bernardo Argoiosi. Faccia le cose colla maggi or possibile solennità (v. n. 245). 244. — (1402), ind. X, Settembre 15. — c. 131. — I priori delle arti del comune di Perugia, al doge. A nuove sollecitazioni di questo, rispondono col chiedere un po’ di sofferenza per la restituzione del debito di quel comune, promettendola certa e non lontana (v. n. 199). Data a Perugia. 245. — 1402, Settembre 16. — c. 136 (134). — Risposta del capitano in Raspo al n. 243. Dovendo il capitano di Gorizia affrettare la sua andata in Germania, si trovarono oggi insieme, ed arringati opportunamente da entrambi i merìghi delle ville all’ uopo convocati e concorsi in numero di circa 80, fu fatta con tutte le volute funzioni la consegna del castello ordinata nel detto n. 243 (v. n. 246). Data a Raspo. 246. — 1402, ind. XI, Settembre 16. — c. 136 (134) t.° — Verbale di consegna del castello di Raspo e sue dipendenze e giurisdizioni, fatta, giusta il prescritto dal n. 241, dal capitano di Gorizia rappresentante quei conti, a Leonardo Donato capitano veneto nel castello stesso (il documento non è intiero). Fatto nel detto castello. — Testimoni : Antonio del fu Rolando da Trino cancelliere del Donato, Lorenzo Leonardi da Venezia, Luca degli Abati da Firenze ambi connestabili nel castello, e Gregorio del fu Marino da Ponte socio del Donato (v. n. 245). 247. — (1402), ind. XI, Settembre 21. — c. 138 (136). — Giovanna di Sanse-verino contessa di Conversano, risponde a lettere del doge : non aver potuto pagare, per le guerre onde fu travagliata, il suo debito verso Antonio Barbaro, il quale sarà soddisfatto tosto eh’ ella possa incassar le somme che aspetta da’ suoi beni di Francia. Data nel castello d'Acquaviva. 248. — 1402, Settembre 22. — c. 68 t.° — Martino re di Aragona, Valenza, Maiorca, Sardegna e Corsica, conte di Barcellona, di Roussillon e Cerdagne, risponde al doge ed al comune di Venezia. Ordinò l’arresto dei pirati Iacopo d’An-gles e Martino Fuscer, i quali predarono merci del veneziano Simeone Bonafede (?) indirizzate a Cristoforo Sanchez a Siviglia ; a richiesta poi del veneziano Girolamo Leonardi, ingiunse che si restituisca ai proprietari tutto ciò che si potesse ricuperare di quella depredazione. Data a Valenza.