DOGE : LORENZO CELSJ. 35 177. — (1364), ind. II, Agosto 31. — c. 45 (41) t.° — Brano di lettera di Giovanni Mocenigo provveditore e di Giovanni Gradenigo rettore in Canea. Oltre i nominati al n. 172, furono spediti a Candia: Andrea Barbarigo e Marco Veniero Grande colle loro famiglie, ed a Corone Pietro de Siavoi, per esser poi tutti mandati a Venezia. Data in Canea. 178. — (1364), ind. Ili, Settembre 1. — c. 46 (42). — Giovanni Mocenigo (v. n. 171) al doge. Confinò Pietro de Scavo di Canea in Venezia colle condizioni riferite nel primo capoverso del n. 168. Fu mandato a Corone, e dovrà partire colla sua famiglia per Venezia entro l’Ottobre. Data a Canea. 1364, Settemare 4. — V. n. 192. 179. — 1364, ind. Ili, Settembre 7. — c. 41 (37) t.° — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna concesso de gratin a Tuertco bano di Bosnia, al conte Wolf suo fratello e ad Elena loro madre, in seguito al relativo giuramento prestato da Marco Bongi veneziano procuratore dei suddetti. — Con bolla d’oro. V. Ljubió, op. cit., IV, doc. CXXVIII. — Mon. Hung. hist., Acta ext„ li, n. 454. 180. — (1364), ind. Ili, Settembre 10. — c. 46 (42). — Lettera simile al n. 178 a carico di Marco Veniero naturale e di Bartolameo suo figlio. 181. — 1364, ind. Ili, Settembre 13. — c. 41 (37) t.° — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna concesso per grazia a Giovanni del fu Antonio da Verona ed eredi, per benemerenze, con divieto di trafficare per mare, ed avendo Lanfranchi-no del fu Nicolò da Verona prestato il giuramento di fedeltà. — Con bolla d’argento. 182. — (1364), ind. Ili, Ottobre 16. — c. 46 (42) t.° — Giovanni Gradenigo rettore in Canea al doge. Il nobile Nicolò Mengano, torturato con corda e fuoco 1’ 11 Ottobre, e poi senza tortura, confessò di aver congiurato con Tito Veniero contro Venezia, onde fu decapitato, per sentenza dello scrivente, il 14 sulla piazza di Canea; un villano, da esso reo adoperato nelle sue corrispondenze, fu appiccato. Il Mengano dichiarò che nessuno in Canea era conscio delle sue mene ; sarà tuttavia fatta buona guardia, benché il tutto sia tranquillo. L’esercito dei greci è coi ribelli presso Mestrarce nel distretto di Candia. Data in Canea. 183. — 1364, ind. Ili, Ottobre 22. — c. 47 (43). — I quattro provveditori in Candia (v. n. 185) condannano Gerardo Pantaleo bottaio (che aveva accompagnato gli ambasciatori dei ribelli, quindi nella fuga Baiardo Gradenigo, Giovanni de Rizzo e Leonardo Gradenigo Calogero) a stare in carcere fino al cessar della ribellione e per sei mesi dopo, poscia al bando perpetuo, e al carcere a vita se mai ritornasse.