DOGE ; ANDREA CONTARINI. 151 sia mandato a Genova per mezzo di speciale inviato, al quale procuri sia data facoltà di modificare l’atto medesimo in quanto non fosse di piena soddisfazione del governo genovese. Si rechi a Genova col predetto inviato, e si adoperi con esso per la migliore definizione dell’ affare. Consegni alla Signoria fiorentina la ducale n. 97 (v. n. 100). Data nel palazzo ducale di Venezia. 99. — 1381, ind. IV, Ottobre 2. — c. 76 (79). — Giorgio de’ Torti decano di Aquileia, Ottobuono da Ceneda decano a Udine e il cav. Andreaccio marchese Ca-valcabò dottor di leggi procuratori di Filippo d’Alencon patriarca d’Aquileia, e Raffaino de’ Caresini procuratore del doge e del comune di Venezia, eleggono il papa giudice arbitro delle questioni vertenti fra i due stati riguardo alla giurisdizione ed ai diritti sull’ Istria, alla cui sentenza le parti dovranno uniformarsi sotto pena di 1000 marche d’oro, come è prescritto nella pace di Torino (ove intervennero, come rappresentanti di Federico conte di Porcia visdomino generale di Aquileia in sede vacante, Federico di Savorgnano e Nicolò Zerbini da Udine), e come nel compromesso 11 Novembre 1291 in papa Nicolò IV, o in altro posteriore, se ve ne fosse, la città di Trieste ed i castelli di Mocco e Moccolino e loro pertinenze eccettuate. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Filippo de’ Migliorati dottor di leggi, fra’ Giovanni da S. Vito monaco in S. Trinità di Brondolo, Amedeo de’ Buonguadagni, Bonifacio da Carpi e Nicolò del Camino. — Atti Guglielmino... 100. — 1381, ind. IV, Ottobre 3. — c. 52 (51) t.° — Matteo Meti e Rossello di Tomaso Soldani procuratori del comune di Firenze, a maggior cautela dell’istru-mento riferito al n. 129, promettono a Nicolò di Guarco doge ed al consiglio degli anziani di Genova, che se la cessione dell’ isola di Tenedo al conte di Savoia non sarà fatta dalla veneta Signoria al tempo pattuito, le gioie mentovate nel detto istrumento saranno tosto consegnate al comune di Genova (v. n. 98, 120 e 138). Fatto in Genova. 101. — (1381), Ottobre 4. — c. 43 (45). — Francesco da Carrara signore di Padova risponde a lettere ducali. Quantunque abbia guarentito agli uomini di Castelfranco la proprietà dei beni da esso a loro assegnati, posseduti già in quella terra da veneziani, tuttavia farà che Nicolò e Iacopo figli di Francesco Dandolo riabbiano la casa che quest’ ultimo aveva ivi posseduta. Data a Padova. 102. — 1381, Ottobre 8. — c. 55 (57). — Il doge ed il consiglio degli anziani di Genova alla Signoria di Venezia. Elessero Benedetto della Torre a procuratore del comune di Genova per l’adempimento degli articoli della pace di Torino relativi all’isola di Tenedo (v. n. 92); egli si recherà ad Ancona ; non trovandovi galee genovesi, passerà a Venezia. Lo accreditano qual loro inviato (v. n. 103). Data a Genova.