284 COMMEMORIALI, LIBRO IX. del convento di S. Salvatore di Venezia a vescovo di Cittanuova, e la commenda di quel priorato concessa a Leonardo (Delfino) patriarca d'Alessandria. Data a Roma presso S. Pietro, anno 12 del pontificato (VI id. Nov.J. Nota in margine. L'originale fu consegnato al priore di S. Salvatore il 20 Gennaio 1402. 223. — (1401), ind. X, Novembre 10. — c. 128 t.° — Centurione di Ansano Zaccaria al doge. Rispose a Filippo da Molino e ad Agostino Querini provveditori veneti incaricati di missione presso di lui, come riferiranno. La montagna di cui gli fu dai medesimi parlato, è sua, tuttavia è disposto a rilasciarla a Venezia. Data a Misistra. 224. — (1401), Dicembre 1. — c. 127 t.° — Bolla di Bonifazio IX papa ad futuram rei memoriam. Ad istanza di Pietro e Giovanni de Vieimo, di Pietro Biccarano, di Bartolameo Speroni e di tutti i parrocchiani della chiesa di S. Barto-lameo di Venezia, revoca la già concessa indipendenza della chiesa stessa dal patriarca di Grado, alla giurisdizione del quale ordina sia di nuovo soggetta come in passato. Data in Roma presso S. Pietro, anno 13 del pontificato (hai. Dee.). V. Fl. Coenelii, Ecclesiae venetae ecc., I, 347. 225. — 1401, Dicembre 12. — c. 128 t.° — Sigismondo re d’ Ungheria ecc. al doge. Annunzia la sua liberazione dalla cattività e redintegrazione sul trono, e conferma la propria amicizia. Invita Venezia a non prestare aiuti al duca Roberto (del Palatinato) che le aveva chiesto navi per andare a Roma a farsi coronare in onta al legittimo re dei romani, il quale costituì esso Sigismondo vicario generale dell’ impero. Data a Trinavia (v. n. 231). 226. — 1402, Febbraio 23. — c. 129. — Nicolò marchese d’ Este manda al doge copia del documento n. 227. Data a Fossadalbero. 227. — s. d. (1402, Febbraio). — c. 129 t.° — Verbale dell’udienza data dal marchese d’ Este a Lodovico duca di Baviera e al vescovo di Spira oratori del re dei romani (Roberto). In esso il marchese dichiara : I torbidi del Bolognese e del Modenese non gli danno sicurezza di poter visitare il re, come vorrebbe ; le genti regie potranno passare liberamente pei territori del marchese e saranno fornite di vettovaglie per quanto il concede la penuria dei raccolti ; lo stato delle sue finanze non permette al marchese di far guerra nè al duca di Milano nè ad altri ; non la-scierà dare aiuto di sorta, dai suoi sudditi, al detto duca ; vista la forza di questo e la debolezza del re, metterebbe in gran pericolo i propri stati se vi ricettasse le di lui milizie a’ danni del Visconti; si scusa di non poter accompagnare il re all’incoronazione in Roma (v. n. 221).