136 COMMEMORALI, LIBRO Vili. lino de’ Capitani di Vimercate not. imp. e cancell. del Visconti. — Antoniolo del fu Sarando di Terzago da Milano, not. scrisse l’istrumento. 42. — 1377, ind. XV, Novembre 14. — c. 23 (26) t.° — Francesco Bembo, Lorenzo Dandolo e Michele Morosini procuratori di S. Marco, e Federico Cornaro di S. Apollinare rappresentanti il doge ed il comune di Venezia (procura 3 nov. in atti di Guglielmo di Tomasino de’ Vincenti), ed i procuratori di Bernabò Visconti (v. n. 41), pattuiscono : È stretta alleanza fra i contraenti, per 4 anni dal 1 Marzo venturo, contro il comune di Genova. Venezia farà a proprie spese la guerra in mare con 20 galee, il Visconti manderà contro i genovesi 400 lande e 2000 fra fanti e balestrieri. Le forze staranno in campagna dal Marzo o Aprile di ciascun anno in poi. Le singole parti avranno il possesso dei luoghi che ciascuna potrà togliere al nemico; se i veneziani piglieranno luoghi stati già del Visconti, o Genova stessa, glieli cederanno. Le parti non potranno far pace separata. Venezia farà condurre, con proprie galee e gratuitamente, nella prossima primavera, in Cipro la figlia del Visconti che va sposa a quel re; farà pur condurre egualmente da Cipro a Venezia Margherita sorella del re stesso e nuora del Visconti. Quest’ ultimo procurerà 1’ adesione di quel sovrano alla presente lega, e farà che dia a proprie spese tutti i possibili aiuti di navi, d’armati e di vettovaglie ai veneziani. Questi useranno egualmente verso del re per la ricuperazione di Famagosta e degli altri luoghi occupatigli dai genovesi. Entrato il re nella lega, il Visconti non sarà ulteriormente responsabile per esso verso Venezia. Durante 1’ alleanza, la veneta Signoria non aumenterà il prezzo del sale da essa fornito alle città e terre del Visconti : e seguono altre condizioni relative a tal particolare. La pena comminata alla parte che non osservasse il presente, è di 100,000 due. d’ oro (v. n. 51). Fatto nelle case del monastero de’ SS. Filippo e Giacomo in Venezia. — Testimoni : Raffaino de’ Caresini cancellier grande, Amedeo de’ Buonguadagni e Pietro de’ Rossi notai ducali, Filippo del fu Francesco de’ Boni da Brescia, e Marchesio de’ Bonetti di S. Pellegrino da Bergamo. — Atti Giovanni di Bertuccio Plumazio not. imp. e scriv. due. V. Mas Latrie, Hist. de Vile de Chypre, II, 310. 43. — 1378 (1377 ì), ind. I, Dicembre 26. — c. 20 (23). — Procura rilasciata da Marquardo patriarca d’Aquileia a fra’ Viviano priore dei crociferi di Venezia e a Nicolò Zerbini da Udine, per esigere la somma mentovata nel n. 47. Fatta nel palazzo patriarcale di Aquileia. — Testimoni: Eberardo de Randegg preposito di Augusta nipote del patriarca, Eberardo de Hamistein pievano in Neu-kirchen (nella Stiria) ed Enrico da Gorizia cappellani patriarcali. — Atti come al n. 8. 44. — s. d. (1377). — c. 15 (16). — Condizioni della condotta di milizie ai servigi di Venezia in Negroponte, cioè di : Iacopo de la let con una bandiera di fanti triestini, di Giovanni Buono da Treviso e di Paolo da Mestre, con una bandiera di fanti per ciascuno.