liere e procuratore di S. Marco, che salì pure sul soglio ducale. L’altare di marmi colorati con le colonne di paragone sormontato da un frontispizio rotondo con due donne sdraiate ed un putto in piedi, è ornato da una pala di Jacopo Palma il Giovane, rappresentante la Vergine in gloria e vari Santi. La volta, lavorata originariamente con disegni ad oro, venne nel 1744 ridipinta dal pittore Francesco Zanchi per iniziativa del pronipote Alvise di Nicolò, il quale, per eseguire la volontà paterna, fece pure allora rimettere a nuovo i marmi delle pareti e del pavimento. Sulla parete a sinistra di chi guarda l’altare, tutta a riquadri di paragone e di marmi colorati con legamenti di marmo bianco, sta su una mensola il busto marmoreo al naturale di Francesco Contarini, che sovrasta alla lapide di paragone incorniciata di marmo rossiccio, recante l’iscrizione a caratteri d’oro. Ai lati della cornice sopra due barocchi pilastrini di marmo bianco e di paragone, congiunti sotto la cornice da una lista di paragone orlata di marmo bianco, sono scolpite due teste d’angeli alate da cui pendono due fiocchi. Sulla parete di destra, egualmente ornata di marmi, si erge di fronte un ricordo marmoreo del tutto simile del doge Alvise, nipote di Francesco, il quale porta, a diffe' renza dello zio, che ha un folto pizzo con baffi, il caratteristico minuscolo pizzo con baffi della fine del sec. XVII e la parrucca, eseguito pure per ordine di Alvise di Nicolò nell’anno 1761. Prima che il busto del doge Alvise venisse eretto, si leggeva al suo posto una iscrizione, riportata dal Martinoni, in cui si accennava al ricordato abbellimento della cappella avvenuto nel 1659 per opera dello stesso doge e di suo fratello Giovanni. L’iscrizione rimossa venne sostituita con quella, che sta sotto il busto, che fu scelta dal pronipote Alvise di Nicolò fra le molte presentategli da vari competenti in materia, da lui chiamati a redigerla. In basso delle pareti si sviluppano due banchi di marmo mandorlato di Verona sostenuti da pilastri di marmo rosso e terminati da gradini. Una balaustrata di marmo bianco e nero con un cancello, ora di ferro battuto ornato di ot- - 225