Degno del trono pel suo gran valore Dimostrato più fiate nella guerra Avuta col Turco nel Levante E in Dalmazia, di Antivari e Dolcigno Negl’ assedi .penosi, e nella pace Eletto commissario de' confini Molto li accrebbe con virtù e destrezza. Fratello fu del Kavalier Antonio In appresso defonto, un de' più saggi Ch’abbia avuto la patria, il cui decoro E di cui ben teneva sempre a petto. Fu zio di Sebastian, che ambasciatore A Madrid, ora in Francia è assai stimato E di Giovanni, che luogotenente Del Friul nella Patria, indi a Verona Pretore ottenne memoranda lode. ed un’altra in cui fu predetta la sua nomina: Ne Pisani, nè Ruzini No farà stampar zecchini: Un xe tegna e un pien de nose ! Nè l’un ne l’altro sarà dose Se avesse po da far la marzaria E1 Mocenigo gnanca lu saria ; Ma perchè l’ha da far quarantaun Lu sarà dose megio de nissun. Il suo dogado si svolse nella massima tranquillità. Venne la' stricata con macigni la piazza S. Marco, illuminata la città e istituita una pubblica accademia per la restaurazione del buon gusto nelle arti. Specialmente per suo merito sorsero importanti opere di difesa a Corfù, S. Maura, Zante e Cerigo, materia di cui si era occupato mentre era capitano delle galeazze, ed ebbe incremento la >< Società letteraria universale » inaugurata dallo stampatore Almorò Albrizzi. La sua morte avvenuta il 23 maggio 1732, il giorno dopo l’Ascensione, fece interrompere la famosa fiera della quale vennero disfatte tutte le botteghe. Essa fu accelerata dalle molte fatiche e dai molti disagi da lui sopportati in guerra e in pace, nella lunga carriera navale e militare. A differenza di altri lasciò morendo tutte - 289