Marcan- tonio Trevisan cesca Cappello e faceva vita da eremita, e due figlie, Lucrezia, morta nubile, e Vittoria, monaca a S. Giuseppe. Il pio doge Marcantonio Trevisan dorme l’ultimo sonno n;l mezzo della lontana chiesa di S. Francesco della Vigna, sotto la grandiosa lapide del suo sepolcro, che non fu più smossa dopo deposto, essendo stato l’ultimo del suo ramo. La lapide di marmo bianco, sulla quale è scolpita una breve iscrizione col suo nome e la data della morte, ha, agli angoli, grandi borchie di bronzo con sopra raffigurato il leone di S. Marco in moleca molto corroso dal tempo. La cornice della lapide, pure di marmo bianco, orlata di nero listato di bianco, è scolpita con eleganti fioroni aventi agli angoli, racchiuso in riquadri, lo stemma Trevisan (bandato d’oro e d’azzurro di sei pezzi col capo vermiglio e sormontato dal corno ducale). Oltre che dalla lapide egli è ricordato nella stessa chiesa da un monumento, che sta sopra la porta della sacrestia immediatamente al di sotto dell’orologio. Il doge in bassorilievo si vede inginocchiato, con il vessillo di S. Marco nella mano sinistra, in adorazione di Cristo crocifisso, che apparisce sul Golgota. È scultura di buona fattura, opera forse di Girolamo Campagna, mentre l’architettura è da taluni attribuita al Sansovino. Il bassorilievo, incorniciato da due pilastri artisticamente scolpiti su cui posa l’architrave, sta sopra un basamento sostenuto da due altri pilastri, fiancheggianti la porta, pure scolpiti ad ornati, con nel mezzo il leone in moleca. Fra l’architrave della porta e il basamento, entro i pilastri, sta la lapide con l’iscrizione, che ricorda il suo dogado. Ai lati sono scolpiti due stemmi Trevisan adorni di nastri svolazzanti col corno ducale, sostenuti da teste di leone. Il monumento, come risulta in varie sue parti, era reso più bello ed appariscente da dorature. Sulla porta di fronte si vede un altro monumento della stessa maniera, con un bassorilievo rappresentante un leone andante, davanti al quale sta la croce sul Golgota, che ricorda nell’iscrizione il 168 -