tanti disagi sopportati era però troppo scossa e malferma e non potè resistere ad un fiero morbo, che lo condusse a morte il 6 gennaio 1694. Come si legge nei Cerimoniali del tempo, imponente fu il trasporto funebre a lui fatto a Napoli di Romania coll’intervento delle truppe e il suo cadavere con la scorta di tre navi, sulle quali presero posto i due consiglieri che lo accompagnavano, venne portato a Venezia, dove si svolsero i funerali coll’ordinaria formalità. In un interessante quadro esistente al Museo Correr si vede tutto lo svolgersi del solenne trasporto funebre con pompa militaresca a lui fatto a Napoli di Romania. Come risulta dai numerosi ritratti e dagli scritti dei contemporanei, egli ci apparisce di statura alquanto superiore alla media, di carnagione molto bianca e florida, agile e ben formato, con occhi azzurri e penetranti, fronte spaziosa, naso sottile e capelli, baffi e pizzo biondo rossicci. Appariva maestoso nell’andatura e nel sembiante, affabile di maniere e pieno di spirito. Un francese contemporaneo, che lo vide in un suo viaggio a Venezia, così lo descrive negli ultimi suoi anni « C’est un homme de moyenne taille assez sec et qui a les cheveux et la barbe toute bianche. Il porte la mou-stache et un petit floquet de barbe au menton comme on faisait en France du temps du Roi Henri IV ». Facile a farsi prendere dall’ira si placava facilmente ed era pronto al perdono. Aveva parola pronta, una sufficiente cultura letteraria e molte e profonde cognizioni sull’arte della guerra e della navigazione. Non mancava in lui il senso del bello e dell’arte, che gli fece provare vivo dolore vedendo la rovina del Partenone di Atene, da cui trasportò a Venezia i famosi leoni dell’Arsenale per salvarli dalla distruzione. Era di sentimenti molto religiosi e possedeva al sommo grado il senso della giustizia. Si trattava con grande pompa e splendore e si mostrava sempre molto ricercato nel vestire. Mai sedeva con una gamba sopra l’altra per non perdere di dignità. Coraggiosissimo ed intrepido anche nell’avversa fortuna aveva nel complesso il sembiante dell’uomo 274 -