maggio 1524 di erigergli il monumento a similitudine di quelli del conte di Pitigliano e di fra Leonardo Da Prato esistenti nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo, e invece trascorsero ben centoventisei anni prima che fosse eseguita la sua volontà! Domenico Contarmi, secondogenito di due maschi, nacque, >1 28 gennaio 1581, da Giulio e da Lucrezia Corner di S. Cassiano della grande famiglia detta della Regina. Il ramo Contarmi, a cui apparteneva, era soprannominato dei Ronzinetti e portava lo stemma inquartato nel primo e nel tèrzo d’azzurro a tre gigli d’oro male ordinati e nel secondo e nel terzo d’oro a tre bande d’azzurro. I tre gigli vennero messi nello stemma in seguito a concessione fatta dal re di Francia Francesco I al ricordato generale Domenico. Cospicua era la sostanza familiare del doge, il quale denunciò in Decima nel 1661 oltre seimilacinquecento ducati di rendita e notevole il palazzo dominicale con facciata lombardesca a Sc-Benedetto, che ora è sede della Società delle acque. Durante la vita contrasse un debito di tremila ducati con lo Stato per le spese maggiori che ebbe, essendovi stato sempre nella sua famiglia il principio, come scrive nel testamento, di tenere con lustro e decoro le pubbliche cariche e di avere più a cuore i pubblici interessi che i personali. Entrato nella vita pubblica fu più volte a capo del governo come savio del Consiglio, fece parte della Serenissima Signoria e fu ambasciatore presso varie Corti. Sposò Paolina Tron della cospicua famiglia, che aveva palazzo a S. Stae, la quale morì prima che diventasse doge. Fu di animo buono e retto e per niente ambizioso tanto che preferì che in vece sua il figlio Giulio diventasse procuratore di S. Marco de ultra, pagando venticinquemila ducati. Quando morì Giovanni Pesaro, si trovava nella sua villa di Val Nogaredo nel Padovano, dove gli giunse inaspettata la notizia della sua elezione a doge, avvenuta all’ ottavo scrutinio in concorrenza col cavaliere e procuratore Alvise Contarini, col procuratore