dello scultore Lorenzo Bregno, provenienti dalla chiesa di S. Marina. Le opinioni dei critici d’arte sugli autori di questo magnifico monumento un tempo per dorature ancora più appariscente, generalmente riconosciuto come un capolavoro dell’arte del Rinascimento, ad eccezione del grande Ruskin, che molto lo critica, non concordano. C’è chi lo attribuirebbe, per la parte architettonica e per la parte ornamentale, ad Alessandro Leopardi, l’autore del monumento al Colleoni, e per la parte statuaria, parzialmente a Tullio Lombardo, che ha inciso il suo nome sulla statua di Adamo. Il Paoletti invece sarebbe d’opinione, e lo dimostra con validi argomenti, che sia opera esclusiva dei fratelli Lombardo e specialmente di Tullio. Dal testamento del doge del 27 maggio 1478 risulta che egli aveva convenuto con i frati del convento dei Servi di farsi erigere una tomba nella loro chiesa, ed il Sanudo scrive che, subito dopo morto, venne messo provvisoriamente in un avello di famiglia esistente ai Servi e che solo vari anni dopo gli fu eretto il monumento dai figli. Certo è che questo nel 1492, come attesta lo stesso Sanudo, era sempre in lavoro e nel 1494 mancava ancora una figura (statua) e l’epitafio non era stato apposto. Andrea Vendramin secondogenito di due maschi nacque da Bartolomeo e da Maria Michiel verso l’anno 1393 (provato 3 dicembre 1418). La sua famiglia, appartenente al ceto dei commercianti, era stata ascritta alla nobiltà veneta, per benemerenze acquisite verso 1* patria, solo all’epoca della guerra di Chioggia, nel 1381. Emerse nella vita per la bellezza, per le gentili maniere, per l’animo buono, per la generosità e per la grande ricchezza, più che per le alte e straordinarie doti di mente. La sua sostanza, che egli aumentò notevolmente facendo in gioventù il mercante col fratello Luca in Alessandria, raggiunse ben centosessantamila ducati, somma molto elevata per allora, così che potè facilmente dare settemila ducati di dote ad ognuna delle sue sei figlie. Fu così abile come commerciante, che non solo arricchì se stesso, ma anche alcuni patrizi, che gli avevano ' *35