DOGE: FRANCESCO FOSCART. 1GI sentanti il doge, la Signoria e il comune di Venezia, ad istanza degli oratori del comune di Trani : Gregorio de Caputo not., Nardello Zubini not., Pietro Spina speziale, e Ruggero del fu Pietro de’ Retimi (v. n. 127), revocano ed annullano il divieto accennato, promettendo i delti oratori in nome dei loro mandanti quanto segue (che è esposto in volgare): Tutti i cittadini e sudditi di Venezia avranno sempre in Trani piena e pronta giustizia, e vi godranno tutta la sicurezza desiderabile; se quel comune non procedesse contro offensori noti di veneziani, risarcirà a questi ultimi i danni. Saranno rimessi in vigore tutti i privilegi, immunità ecc. goduti dai veneziani in passato, nei casi dubbi sarà adottata l’interpretazione più favorevole ai medesimi} sul ferro essi non pagherano che la sola terzaria. R comune di Trani difenderà i veneziani e i loro diritti in quella città da ogni specie di violenza o attentato ; contro i debitori di essi sarà fatta pronta e sommaria giustizia. Nei tribunali, non s’intendano casi criminali, a carico dei veneziani da giudicarsi da regi giudici, se non quelli di lesa maestà o portanti pena di sangue e di morte ; gli altri casi si riservano al foro del console veneto. Nei giorni di martedì, nei quali si tiene il mercato, paghino solo 4 grana per onza nelle vendite e nelle compere, chi comprerà da loro pagherà 7 grana per onza. I doganieri non potranno fare contratti speciali per riduzione di dazi con alcuno, ma tutti i non veneziani pagheranno grana 38 per onza. Cesserà 1’ esazione dello scalaggio, introdotta sui legni che dal Settembre a metà di Marzo caricavano merci nei porti da Termoli a Brindisi. Nel tempo delle fiere i veneziani o il loro console potranno scegliere ie botteghe verso l’affìtto di di ducati tre 1’ una per tutta la fiera. Il porto sarà ben tenuto sicché i navigli non v’ incontrino difficoltà. Trani pagherà G00 ducati a Pietro Morosini, non compresi gli stipendi e salve le ragioni di esso contro il principal debitore ; a Giovanni d’Avanzo 11 carri di frumento a 12 ducati l’uno, riservali i diritti dell’ avversario da decidersi dal console. Il console giudicherà la questione, relativa a certi animali fra Giorgio Pasetto (veneziano) e Paolo de’ Meloii (di Trani), e per panni fra esso Paselto e Bartolomeo di Donato. Ad Andrea Benedetto medico saranno pagate onze 13 di carlini e ducati 28, e si annullerà la ricevuta da esso fatta a Ribisach,- Vidal, Giuseppe e Santo. Zaccaria Contarmi avrà 40 ducati per un barile d'arsenico venduto a Giuseppe suddetto. Ai marinai Jacopo Trepin da Mazzorbo, Alegretto di Nicolò da Narenta e Costanzo Remer siano pagati 45 ducati se il console ne li giudicherà creditori. Saranno contati a Tomaso del fu Luca Michele e compagni e ad Angelo da Mula e compagni 300 ducati dovuti da Bartolo di Donato. Se il comune di Trani non manderà i detti denari ai provveditori di comune pel Natale 1131, questi ultimi procederanno per via di sequestri contro i cittadini di quello (v. n. 127 e 131). Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni tre notai ducali. Atti Davide de’ Tedaldini not. imp. e due. e Gregorio de Caputo not. di Irani. 133. — 1430, ind. Vili, Marzo 27. — c. 89 (90). — I priori governatori, i capitani del popolo, i gonfalonieri maestri e gli altri ufficiali di balia del comune di Siena, aventi a ciò i necessari poteri, come consta dagli atti di Tomaso 21 COMMEMORICI.!, TOMO IV.