DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 65 Sai retti ed Antonio di Mariano di Nicolò notai fiorentini. — Atti Martino di Luca di Martino e Bartolo del fu Filippo di Zenobio suo coadiutore (v. n. 19(3). 196. — 1425, ind. IV, Novembre 29. — c. 179 (182). — Attestazione della legalità dei due notai sottoscritti al n. 195, simile al n. 194. 197. — 1425, ind. Ili, Dicembre 4. — c. 168 (171). — Roberto del fu Marco Morosini, Bulgaro del fu Bernardo Vitturi, Leonardo Mocenigo procuratore di S. Marco, Antonio Contarmi proc. di S. Marco, Marco del fu Benedetto Dandolo, e Pietro del fu Lodovico Loredano, rappresentanti il doge e il comune di Venezia, ed i procuratori del comune di Firenze nominati nei n. 191 e 195, pattuiscono : È stretta alleanza fra i due comuni e loro aderenti e raccomandati per difendere i rispettivi beni e territori contro Filippo Maria duca di Milano o successori, aderenti e fautori, e per offenderli. La lega durerà per 10 anni, e se il termine di tal periodo cadesse durante una tregua fra i collegati e il duca', la lega sarà prolungata fino allo spirare della tregua stessa. Durante l’alleanza il doge potrà sempre far pace o tregua col duca quando ne trovasse la convenienza per gli alleati, e Firenze vi si adatterà ; oppure continuar la guerra con con tutte le forze della lega ; però se il duca di Milano, durando la guerra, non ritira le sue truppe al di quà di Bologna o le fa avanzare al di là verso la Toscana, resteranno nei domini di Firenze e de’ suoi aderenti le milizie necessarie a difenderli fino a 1000 cavalli ; se ne occorressero di più, Venezia prov-vederà secondo le circostanze; fra le genti che dovranno rimanere s’intende essere la compagnia di Ardizzone da Carrara. I due contraenti s’impegnano di avere in piedi per l’ultimo Febbraio almeno 8000 cavalli di genti d’armi e 3000 fanti ciascuno, dei quali disporrà Venezia ; gli aumenti che si rendessero necessari saranno fatti in egual misura ; ed essendo probabilmente minacciati dal duca gli stati di Nicolò marchese d’Este, Firenze darà a questo la condotta di parte delle milizie da essa contribuite. Venezia potrà tenere nel Po una squadra a spese comuni. Tutti i luoghi conquistati dalla lega contro il duca saranno di Firenze, se posti in Toscana e in Romagna, salvo Lugo e Parma che saran date al marchese d’Este; se invece saranno posti in Lombardia, rimarranno a Venezia, eccettuata Genova e suo territorio che resterà libera, e cosi pure i luoghi dei Malatesta se fossero per seguire le parti del duca. Si procurerà che Genova si rivendichi a libertà, e perciò i contraenti manterranno a spese comuni l’armata dei Catalani in mare, e quelle milizie terrestri che Venezia stimerà opportune, e di più altre forze marittime sempre ad arbitrio di Venezia. Facendosi pace o tregua col duca, a tutela della comune sicurezza i contraenti manterranno ne propri domini fino al termine della presente alleanza almeno 3000 cavalli e 1000 fanti ciascuno, compresa per parte di Firenze la condotta data al marchese d Este ; e secondo i bisogni le parti si daranno soccorso vicendevole con dette truppe. Ciascuna delle parti potrà tenere nei paesi e presso le truppe dell altra propri commissari per controllare 1’ osservanza della presente. Se fatta la pace, il duca di Milano o alcuno de’ suoi aderenti rompessero guerra contro Venezia, o Hrenze, 9 COMMEMORIATE, TOMO IV. *