DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 155 115. — 1429, ind. VII, Maggio 10. — c. 7t t.° — Il doge fa saperi) che spirando la condotta di Pietro Palagano da Trani, la stessa fu rinnovata per altri 0 mesi, e G di rispetto, mediante contratto stipulato con Nardello Jubino da Napoli cancelliere e procuratore del Palagano (procura in atti di Giovanni della Rocca). Dato nel palazzo ducale di Venezia. 116. — 1429, Maggio 24. — c. 71 t.° — Annotazione che patente simile al n. 115 fu emessa per la rinnovazione della condotta del conte Gentile Orsini, per 6 mesi e G di rispetto, essendone rappresentante Giovanni di Nuzio Acorari. 117. — 1429, ind. VII, Giugno 3. — c. 71.° — Il doge fa sapere che ad istanza e per le benemerenze di Jacopo dottore, Felice e Giovanni fratelli Avo-gadro di Brescia, concedette ai medesimi di rialzare il rovinato lor castello di Marne sui confini del Bergamasco verso l’Adda, facendo liberi gli abitanti d’esso e del suo territorio, per 10 anni, da gravezze, dazi, fazioni, imbottature e taglie; a condizione che nel detto tempo il castello sia compiuto e fortificato. Dato nel palazzo ducale di Venezia. Annotazione in margine, che il 3 aprile 1775 fu, per ordine della Signoria, rilasciata copia del documento a Francesco Avogadro. — Sottoscritto B. Apostoli, segretario. 118. — 1429, ind. VII, Giugno 4. — c. 72. — Patente ducale che dichiara avere la Signoria rinnovata per G mesi e G di rispetto, dal 1 Luglio venturo, la condotta ai suoi servigi di Lorenzo Altendoli conte di Cotiguola. Data come il n. 117. Segue annotazione che il 14 Giugno fu pure rinnovata come sopra la condotta di Orsino degli Orsini, essendone procuratore Cobello di Clemente da Canosa. 119. — 1429, ind. VII, Giugno 14. — c. 74. — Il doge fa sapere : per dare un attestato di amicizia a Sandal gran voivoda del regno di Bosnia, creato non è molto nobile veneziano coi suoi figli ed eredi, come pnre ai conti Vocaz e Stefano padre e figlio, la Signoria dona ai detti Sandal e conti in perpetuo la casa in parrocchia di S. Trinità, che fu di Nicolo del fu Gaspare Morosini, con facoltà ai medesimi e loro eredi di farne ciò che vorranno. Se poi il voivoda morisse senza figli, la proprietà sua passerà in quelli della sua famiglia (dei Cosaz) che gli sor-viveranno ; nè la casa o i suoi redditi potranno in alcun caso essere sequestrati, confiscati o altro. Dato come il n. 117. 1129, Giugno 14. — V. 1429, Giugno 4, n. 118. 120. — 1429, ind. VII, Luglio 4. — c. 77 t.° — Il consiglio generale della terra di Bag naca vai lo, nel quale intervennero Giovanni e Pietro de’ Rainieri,