280 COMMEMORI ALI, LIBRO XIII. teo da Canettolo, Carlo del fu Giovanni de’ Malvezzi e Lodovico de’ Caccialupi, bolognesi. — Atti Giovanni del fu Andrea de’ Papazoni not. imp. e cancelliere dei dieci di balia di Bologna, scritto da Jacopo di Pietro Pighini not. imp. 240. — 1443, ind. VI, Luglio 6. — c. 146 t.° — Pietro del fu Luca Michele, Mauro del fu Nicolò Morosini ed Ermolao del fu Nicolò Donato, rappresentanti il doge, la Signoria e il comune di Venezia, Orlando di Guccio de’Medici oratore e mandatario del comune di Firenze ed i procuratori del comune di Bologna nominati nel n. 238, pattuiscono : Venezia e Firenze daranno ogni possibile favore per conservare in Bologna la libertà e il reggimento popolare. Bologna potrà distruggere il castello di Galliera appena venga in sue mani. Le due prime consegneranno alla terza tutti i luoghi che acquisteranno nel Bolognese. Bologna sarà amica o nemica degli amici o dei nemici di Venezia e di Firenze, e cosi queste rispetto a quella, intendendosi per nemici di essa coloro che le movessero ostilità. La medesima terrà a proprie spese nella presente guerra 250 lancie o 300 al più, ed altrettanti pedoni ; ridotte le sue cose a tranquillità, avrà da 300 a 400 delle une e degli altri che serviranno ai bisogni evenienti di Venezia e di Firenze. Bologna, durante 1’ alleanza, non potrà legarsi o tener pratiche con altri potentati senza consenso delle alleate, nè queste trattare alcun che con veruno in pregiudizio di quella. Essa darà ricetto, passo e ogni comodo possibile e'onesto nel suo distretto alle milizie delle due alleate. La presente durerà per cinque anni da oggi. Le parti la ratificheranno entro 20 giorni. Pena ai contravventori 10000 due. d* oro. Fatto in Venezia, nella sala degli uccelli del palazzo ducale. — Testimoni : Pietro djel fu Giovanni Bragadino, Tomaso del fu Guglielmo Querini, Orsato del fu Vittore Morosini, Francesco Capodilista dottore in ambe di Padova, Bartolomeo del fu Giovanni de’Fusi, Francesco del fu Giovanni Guicciardini cav. e Pietro di Orlando de’Medici, tutti tre da Firenze, Jacopo del fu Giovanni de’ Dondi e Battista del fu Francesco de’ Parisi, ambi di Bologna. — Atti Francesco dalla Siega not. imp. e cancell. grande di Venezia, Antonio di Pagno da Firenze e Antonio del fu Palmerio de’ Mazarelli da Bologna (v. n. 241, 242, 265). 241. — 1443, ind. VI, Luglio 12. — c. 150 t.° — I dieci di balia del comune di Bologna nominati nel n. 238, ratificano in nome di quello il trattato n. 240, che si riporta per intiero, promettendone 1’ osservanza. Fatto ed atti come il n. 239. —- Testimoni : Nicolò di Santo de’ Raimondi dottor di leggi, Gindelo del fu Rustigano de’ Pariani, Cristoforo del fu Andrea Alber-tucci, Giovanni del fu Andrea da Raragazza, Francesco del fu Andrea Bolognini e Antonio del fu Mino de’ Scardovi, tutti di Bologna (v. n. 242). Segue 1’ autenticazione delle firme dei notai che rogarono l’istrumento, fatta il 13 Luglio da Baldassare de’ Rimbotti da Siena podestà e capitano di Bologna. 242. — 1443, ind. VI, Luglio 18. — c. 147 t.° — Il doge ratifica in nome di Venezia il trattato n. 240, promettendone 1’ osservanza.