DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 203 e Bonifacio in Corsica; costretto Genova alla guerra contro Venezia, Firenze ed altri in onta ai trattati; recato offesa alla dignità dei genovesi accomodando da per se in Costantinopoli una contesa fra quelli e l’imperatore greco, che dovevasi terminare in Genova ; tenuto pratiche col re di Aragona mentre i genovesi combattevano contro di questo, il quale con -due suoi fratelli fatto da quelli prigioniero, fu dal duca rimesso di proprio arbitrio in libertà con iscorno di Genova ; mandati infine ingiustamente a morte in 14 anni ben 2000 genovesi, ed esercitati innumerevoli atti di tirannia. Il papa perciò esorta Venezia e Firenze ad aiutar Genova a difender la propria libertà contro il Visconti. Data a Firenze. — Sottoscritta Biondo, de Curia, G. da Imola. 3. — 1435 (1436), ind. XIV, Febbraio 13. — c. 184 t.° — Abbattuta da Genova la signoria del duca di Milano su quella città, essa spedì prima Francesco de’ Braccelli alla lega veneto-fiorentina per averne 1’ alleanza contro il duca stesso, poi Damiantì Pallavicini dottor di leggi, Simone Macia, Giovanni Giustiniani de’ Campi e Luciano Grimaldi ; i quali, in attesa della conclusione finale d’essa alleanza, in virtù dei poteri lor conferiti dai capitani della libertà e dal consiglio degli anziani della lor patria (in atti di Nicolò da Camogli), pattuiscono, con Francesco Barbaro cav. ambasciatore di Venezia, e con Lorenzo di Antonio Ridolii cav. e dottore di leggi, Giannandrea de’ Minerbetti, Neri di Gino Capponi, Cosimo di Giovanni de’ Medici e Nicolò di Bartolomeo Valori, rappresentanti il comune di Firenze, quanto segue : Per cinque anni da oggi Genova non contrarrà alcun obbligo diretto o indiretto col duca di Milano ; nè alcuna alleanza o aderenza col medesimo contro papa Eugenio IV, Venezia, Firenze e i loro alleati ed aderenti ; nè contro altri potentati senza l’assenso espresso delle due ultime. Queste spediranno al più presto, e prima del Marzo, 1000 fanti e 100 cavalieri a Genova, e ve li manterranno a loro spese e per otto mesi, e più perdurando la guerra. Queste milizie ubbidiranno ai lettori di detta città. Fatto nel palazzo del popolo di Firenze, residenza dei priori delle arti e del gonfaloniere di giustizia. — Testimoni : Jacopo de’ Braccelli cancelliere del comune di Genova, Marco Serafini segretario ducale veneziano, Tomaso de’ Salvetli dottor di leggi ed avvocato di Firenze, Nicolò de Guigni fiorentino. 4. — 1136, ind. XIV, Marzo 15. — c. 6. — In seguito alla petizione allegata ed alla commissione appostavi in calce, Onofrio Francesco di Sanseverino dottore di decreti e protonotario apostolico, ed Astorgio Agnesi eletto vescovo di Benevento, fanno sapere al clero ed al popolo della diocesi di Castello e a tutti i fedeli in genere : Presentati ad essi due giudici delegati e commissari papali, da Gianfrancesco Capodilista cav. e dottore in ambe, procuratore della Signoria veneta e da Ermolao Donato ambasciatore veneto due libelli di appellazione contro il pronunziato del Concilio di Basilea in causa fra Lodovico patriarca di Aquileia e Venezia, uno prodotto al Concilio il 18 novembre 1435 da Pietro Brunet Cancelliere in decreti, canonico di Arras, e da Michele Gallerii (Gauthier ?)