248 COMMEMORIALI, LIBRO XIII. l’ufficiale ora residente in Volta ne partirà subito con salvo condotto. Si conserveranno loro i grani esistenti nella fortezza. Pagheranno due soldi per lira di dazio come gli altri veronesi. Potranno comperare panni forestieri per loro uso. Lo Sforza accorderà salvocondotti a chi crederà per partire da quella terra. Non saran tolte le munizioni esistenti nella fortezza. Saranno esenti (da imposte e gravezze?) per quattro anni. Circa la concessione di edificar molini sul Mincio nel luogo dei bruciati dal Gattamelata, provvederà la Signoria. Tutto ciò sarà osservato inviolabilmente. Potranno di più portare lor merci e cose in ogni luogo degli stati veneti, Da come il n. 127. 130. — 1440, Febbraio 4 (m. v.). — c. 96 t.° — Patente ducale che approva l’allegato ingiungendone l’osservanza a chi spetta. Data come il n. 127. Allegato: 1440, Luglio 20. — Francesco Sforza ecc. considerando i danni sofferti dalla quadra di Canneto per la permanenza (8 giorni) su quel territorio dell’esercito da lui comandato, modificando uno degli articoli del privilegio allegato al n. 131, accorda a ciascuna delle terre componenti la detta quadra il prodotto dei dazi sul pane, sul vino e sulle carni riscossi nelle terre stesse. Data in campo presso Canneto. 131. — 1440, ind. IV, Febbraio 5 (in. v.). — c. 97. — Patente ducale con cui si conferma ed approva l’allegato, e si porta a otto anni la esenzione da gravezze, prestazioni e imbottature accordata in quello per sei. Data come il n. 127. Allegato: 1440, Luglio 20. — Pasquale Malipiero provveditore dell’esercito veneto, accettata la sottomissione di Canneto e della sua quadra (territorio di Brescia), dichiara aver fatto le seguenti risposte ad istanze di quegli abitanti: Saranno governati secondo gli statuti di Brescia. Avranno mero e misto impero pel civile, pel criminale nei casi non portanti perdita di membra o della vita. Spetterà al comune ed uomini di Canneto l’ufficio del notariato annesso a quel foro; e cosi pure il prodotto delle condanne civili, meno le inflitte dai giudici clausorum e delle vettovaglie di Brescia. Quegli abitanti non petranno esser chiamati in giudizio che in Canneto pei debiti ivi contratti. Il territorio di quella quadra non sarà diminuito, trattane la terra di Volongo. Niuno, trattine i cittadini di Brescia, che posseda beni nella quadra sarà obbligato a pagare per questi, fazioni o gravezze in altri luoghi. Il dazio dell’ imbottatura del grano e del vino della quadra sarà incantato in Canneto, e non sarà maggiore che al tempo del marchese di Mantova. Gli abitanti della quadra potranno trasportare a casa con esenzione da dazi i prodotti dei lor beni posti nello stato, e così pure gli abitanti dello stato pei beni che possedono nella quadra stessa. La quadra e i suoi abitanti sono assolti da ogni debito che tengono fino al dì d’oggi verso qualsiasi stato o signore, È guarentita la sicura proprietà dei beni a tutti quei possidenti purché gli assenti tornino a casa entro sei mesi ; a questi è data facoltà di ri-