274 COMMEMORIGLI, LIBRO XIII. zia di S. Giovanni de Sloie riavrà tutti i suoi beni. Venezia farà uffici presso il papa onde quegli abati siano sempre drivastini, e da essa confermati. La cattedrale, la chiesa di S. Giorgio e le tre scuole maggiori, di S. Giorgio, di S. Croce e di S. Maria, saranno esenti da decime come in passato. Le vigne piantate da albanesi e da altri forestieri in quel territorio saranno distrutte. Niun forestiere potrà eriger case o altro edifizio nel territorio stesso contro il volere di quella città. Niun albanese potrà avervi pronta. Le milizie mandate da Drivasto in servizio dello stato saranno comandate da un cittadino di essa. Le medesime non potranno esser mandate più lontano di una dieta (giornata ?) di cammino. Quei cittadini saranno esenti per due anni dopo il corrente dalle decime del grano. Saranno ratificati i privilegi concessi ai medesimi dagli antecedenti signori. Saranno rispettati, in quanto sia di giustizia, gli acquisti fatti dai detti cittadini con ¡strumenti rogati da notai di Scutari. Gli abitanti di Drivasto possidenti beni su quel di Scutari e gli scutarini che ne tengono nel territorio di Drivasto paghino le decime nelle rispettive loro città. Non si esigeranno angarie o tolte dai drivastini contrarie ai loro statuti. I megulfì, non potranno abitare nel territorio di Drivasto. Le terre di quel comune occupate in addietro da slavi (sciavi) saranno restituite allo stesso, salvi i diritti dei terzi. I drivastini non saranno tenuti a pagare diritti doganali a S. Sergio. Bellacio Ungaro sarà rimborsato delle spese fatte alla venuta del despota, col vino e vasi vinari appartenenti a quest’ ultimo. Il Querini giurerà che Venezia non darà Drivasto ad alcun altro signore, eccetto il despota (di Rascia?), al quale potrà cederla se le parrà ben fatto. L’osservanza di quanto sopra fu giurato dal Querini e dai suddetti mandatari. Fatto in Drivasto. — Testimoni : Zaccaria Contarini, Marco Cicogna e Fantino da Pesaro, nobili veneziani, e Nica Masioti, Teodoro Summa, Michele Bello e Pietro Ungaro di Drivasto. — Atti Ambrogio da Sebenico not. imp. e cancelliere del Querini. 219. — 1442, Settembre 12. — c. 130 t.° — Alfonso re di Aragona ecc., come nel n. 200; proibisce di nuovo, sotto severe pene, ai suoi uffiziali di Valenza di esigere dai veneziani la tasisa dei tre denari per lira. Data in campo presso Tocco. — Sottoscritta dal re. 220. — 1442, ind. VI, Settembre 20. — c. 138. — Patente ducale che dichiara essersi prolungata a tutto 1’ anno di rispetto, dal 16 Dicembre venturo, la ferma del condottiero Giovanni de’ Conti (o del Conte). Data nel palazzo Ducale di Venezia. 221. — 1443 (sic, 1442?) ind. VI, Settembre 20. — c. 138 t.° — Patente ducale che dichiara confermata per 1' anno di rispetto, dal 1 Novembre venturo, la condotta di Tiberto de’ Brandoli ai servigi di Venezia. Data come il n. 220.