Doge: Francesco foscarl 243 Circa la vendita di pane, vino e carni, si osserverà la consuetudine. La quale sarà pure osservata nella provvista del sale di Trento per loro uso esclusivo. Non dovranno prestazione di sorta al comune di Rovereto, tranne quelle pei lavori al castello, e il venirvi pel giudizio delle lor liti. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato: 1439, Agosto-29.— Gerardo Dandolo provveditore por la Signoria di Venezia fa sapere che in virtù dei poteri conferitigli da quella, da Francesco Sforza e da Erasmo Gattamelata, avendo Leonardo Marcello podestà in Rovereto accolto la dedizione e il giuramento di fedeltà di Biagio di Barto-tolomeo, Tristano di Enrico e di Andrea di Marco, rapprensentanti la comunità di Vallarsa, già suddita di Guglielmo (di Castelbarco) di Lizzana, esso provveditore diede le risposte seguenti ad istanze fattegli da Biagio e Tristano predetti : Vallarsa con lutti i suoi abitanti sono accettati quali sudditi di Venezia e sottoposti alla giurisdizione di Rovereto. Potranno condurre legnami e merci per le loro acque, pagando la decima. Se Venezia restituisse, per accordi, Vallarsa al Castelbarco, farà che questo rinunzi ai crediti che tiene verso quegli abitanti. Essa condonerà loro ogni specie di fitti e decime verso il pagamento annuo di 200 lire. Niuno potrà lavorare nei boschi di quella comunità, nè tagliarvi legne senza licenza di essa, trattine gli uomini di Rovereto pel loro solo uso. La posta delle Pozze sarà affittata alla comunità ad uso di pascolo. Potranno acquistare i grani lor necessari a Schio o nel Vicentino, pagando i dazi prescritti. Si concede in affitto alla comunità il pascolo di Cosmignon per lire 8 l'anno. Salva in tutto l’approvazione della Signoria. Data in campo sotto Lizzana. 115. — 1440, ind. IV, Gennaio 18 (in. v.) — c. 89 t.° — Ducale al provveditore in Rovereto e a tutti gli altri ufficiali veneti. Fu approvato l’allegato, e si diedero le seguenti risposte ad istanze degli abitanti della montagna di Tram-billeno nella Valle Lagarina : Non si può accordar loro esenzione temporanea da imposte; nè il dono dei pascoli di Bazolo\ si stia all’allegato circa le decime dei grani e dell’uva ; non saranno obbligati di andare per guastatori nella valle di Ledro. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato: 1439, Settembre 1. — Gerardo Dandolo provveditore ecc., come nel precedente, fa sapere che avendo Leonardo Marcello accolto il ritorno degli uomini della montagna di Trambilleno in Val Lagarina, rappresentanti da Giovanni Andrea Lanze e Bartolomeo Toni, sotto la signoria di Venezia; esso Dandolo, confermando l’accettazione, rispose come segue ad istanze dei medesimi: Saranno esenti dalla decima del legname che tagliano nella lor montagna, se per l’addietro mai la pagarono prima che l’imponesse Guglielmo di Lizzana. Saranno esenti per un anno da fitti e decime, ma siano obbligati a far le guardie necessarie nel castello di Lizzana, in altri luoghi della valle e ai passi della montagna. In avvenire pagheranno allo stato lire 100 di piccoli l’anno, restando assolti da ogni contribuzione di fitti, decime e taglie. Il prodotto della decima