240 COMMEMORI ALI, LIBRO XIII. 122. — 1410, ind. IV, Gennaio 21 (ni. v.). — c. 93 t.° — Ducale al podestà di Brescia e a tutti gli altri ufficiali e rettori veneti, colla quale si conferma e ratifica l’allegato. Data come il n. 120. Allegato: 1440, Giugno 17. — Pasquale Malipiero provveditore dell’esercito veneto dichiara che, accogliendo la sottomissione a Venezia dei comuni di Capriolo, Adro, Paratico, Colombaro, Timoline, Nigoline e Torbiate, territorio di Brescia, rispose come segue a loro istanze: A tutti quegli abitanti è guarentita sicurezza di persone e di beni in tutti gli stati della republica ; quelli ai quali furono venduti o alienati i beni come ribelli, potranno riaverli, restituendo ai compratori il prezzo da questi sborsato. E concessa piena amnistia pel passato fino ad oggi a tutti quei comunisti; e cosi pure intiera remissione d’ogni debito per prestazioni od imposte ecc. verso lo stato e il comune di Brescia. È accordato a tutti pieno godimento dei rispettivi beni e diritti, purché gli assenti tornino pacificamente a casa entro sei mesi. Saranno esenti per cinque anni da ogni taglia, gravezza, imposta e dazio, trattine quelli della mercanzia, della fer-rarezza e del bestiame grosso, sia a favore dello stato sia del comune di Brescia, pagando essi al primo 1000 lire l'anno. E di tutto ciò si ordinn l’osservanza a chi spetta. Dato come l’allegato A del n. 119. 123. — 1440, ind. IV, Gennaio 26 (m. v.). — c. 94. — Ducale al provveditore in Rovereto e a tutti gli altri ufficiali veneti. Constando da relazioni di Gerardo Dandolo e Leonardo Marcello provveditori in valle Lagarina le benemerenze in essa valle di mastro Guerra da Mori, per aver egli molto contribuito a ridur Castelbarco all’obbedienza di Venezia; gli si assegnano in dono due pezzi di terreno nel territorio di Mori confiscati a Guglielmo (di Castelbarco) di Lizzana, ed altro terreno nel territorio di Tierno, nel luogo detto Bazonara confiscato pure ai Castelbarco. Nel documento sono nominati come confinanti ai detti beni: Giovanni Stefano da Mori, Ognibene da Barbano, Benvenuto e Giovanni de Biasio da Mori, Antonio dalle Osse e Guglielmo del Beta. Data come il n. 120. 124. — 1440, ind. IV, Gennaio 26 (m. v.). — c. 91 t.° — Ducale ai rettori di Brescia e a tutti gli altri ufficiali veneti. Ad istanze di Bertolasio de’Federici, fatte anche a nome di Antonio, Minolo, Federico, Pietro, Cristoforo, Giovanni e Pasino, tutti de’ Federici conti di Edolo e Dalegno nella Valcamonia, fu dal Senato decretata la restituzione ai medesimi tutti i beni già posseduti da essi e dai loro antenati, e dal conte Bartolomeo di Cemmo ora ribelle. Di ciò si ordina ai predetti rettori l’esecuzione e l’osservanza. Data come il n. 120. Segue annotazione che il 5 Gennaio furono date altre risposte a domanda predetti conti, notate nei registri del Senato