DOGE: FRANCESCO FOSCARL 249 portare esenti da dazio quegli oggetti che avessero asportato seco. Gli animali che si conducono a pascolo nel territorio della quadra e quindi se ne partono, non pagheranno dazi, purché ciò non pregiudichi i diritti di Brescia; gli animali non si portino a nemici, e i loro guardiani sian sudditi veneti. I banditi da altre terre residenti in Canneto potranno rincasare lìberamente. Sono conservate le fiere e mercati consueti. Quegli abitanti sono fatti esenti per 6 anni da gravezze ed imbottature, trattene le fazioni per l'esercito. Al comune di Acquanegra saranno preservati i suoi diritti su Mosio. La Signoria provvederà circa il concedere a ciascun comune della quadra i rispettivi dazi del pane, del vino e delle carni al minuto (v. n. 130). Quegli abitanti non saranno obbligati a riparazioni della rocca di Canneto nè del rivellino al ponte dell’Oglio. Sono confermati i diritti d’acque per irrigazione ecc. I trasporti di merci e vettovaglie entro il territorio della quadra saranno esenti da dazi. Quegli abitanti potranno portare i prodotti dei loro beni ove vorrano negli stati veneti. Sono conservati i diritti dei singoli nel Naviglio e in altri fiumi. Quelli della quadra che sono al servizio di Mantova potranno ripatriare coi loro beni senza molestie entro 6 mesi. Di tutto ciò è ingiunta l’osservanza a chi spetta. Data in campo presso Canneto. 132. — 1440, ind. IV, Febbraio 7 (m. v.) — c. 98 t.°— Ducale che conferma 1’ allegato ed ordina ai rettori ed ufficiali di Brescia di osservarlo. Data nel palazzo ducale di Venezia. Allegato: 1440, Giugno 15. —Fasquale Malipiero provveditore dell’esercito di Venezia dichiara aver date le seguenti risposte ad istanze degli uomini di Castrezzato (Caslrizago) territorio di Brescia, e di quelli di Cosirano che abitano in quella terra, nell’ accoglierli all’ obbedienza : Saran trattati come buoni e fedeli sudditi. Potranno godere tranquillamente di tutti i lor beni negli stati veneti. Anche coloro che possedono beni in quel comune ma non vi dimorano, purché non abitino Ira i nemici di Venezia, potranno goderne sicuramente. I banditi da quella terra potranno ritornarvi senza molestie, concedendosi piena amnistia. Quegli abitanti potranno godere di ciò che acquistarono durante le presente ostilità, purché sia acquisto di buona guerra, ed è accordata amnistia a tutti pel passato. Gli assenti da Castrezzato saranno redintegrati nei loro beni e diritti se rimpatrieranno entro sei mesi. I rettori di Brescia e i provveditori potranno permettere emigrazioni da quella terra. Saranno conservate le fortificazioni che la circondano. Si assolvono da ogni debito d’imposte, gravezze, dazi ecc. pel tempo in cui stettero sotto il duca di Milano. Avendo Nicolò P. (Piccinino ?), Taliano Furiano ed Adriano de’ Riccardi fattore del duca di Milano costretti alcuni di detta terra debitori di cittadini di Brescia a pagare ad essi Nicolò ecc. tali loro debiti, sarà fatta giustizia. La Signoria deciderà circa la chiesta esenzione temporanea da imposte. Potranno pagare i debiti che tengono al presente verso lo stato, purché non ceduti al comune di Brescia, in 4 anni. Se Bettino de’ Citti e Gidino de’ Re (de Regibus) inviati al provveditore fossero stati catturati dalle milizie venete, saranno tosto rimessi in libertà. Queste concessioni COMMESIORIALI, TOM. IV. 32