298 commemorali, libro XIII. marchese, Agostino da Villa suo cancelliere e il visconte di Adria, con altri uomini di questa città e di Loreo. Riconosciuti da tutti i diritti, fu deciso che gli adriesi desistano dal cavamento della fossa, rimettendo le cose in pristino, e che la detta palata rimanga qual’ è. Per esser poi tali accordi seguiti verbalmente, la Signoria fece fare la presente annotazione. 295. — 1446, ind. IX, Luglio 16. — c. 192. — Ad istanze (in volgare) di Lodovico Ubertinelli e Lorenzo Grimaldi, Lodovico cardinale di S. Lorenzo in Damaso patriarca di Aquileia, camerlengo papale e legato apostolico dà in nome del pontefice le seguenti risposte : Publicata la pace fra Ancona e il papa, Ca stei Ficcardo e Offagna saranno restituiti a quella città alle condizioni con cui esse terre le erano state concesse ; e non saranno date a quelli di Recanati, di Osimo o ad altri. Le saranno pure restituiti : tutti i castelli e fortilizi toltile, trattone Monte S. Vito, la cui restituzione seguirà fra 4 mesi ; tutto ciò che fu tolto ad Ancona e ai suoi cittadini, compresi i prigioni, dalle genti papali, da recanatesi ed osimanesi, e da Giacomo da Gaivano e sue milizie. Ancona e i suoi cittadini saranno esenti per un anno, e più se piacerà al papa, da ogni imposta, taglia ecc. È concessa ai medesimi piena amnistia ed assoluzione da pene temporali e spirituali incorse pel passato, e sono rimessi in grazia. Sono riconosciuti tutti i crediti degli anconitani. Il papa otterrà per questi salvocondotto dal re di Aragona onde possano viaggiare e trafficare per mare e per terra in tutti gli stati regi. Ancona sarà redintegrata nel suo stato, diritti, libertà, privilegi e franchigie, goduti pel passato. Sarà protetta e difesa dalla S. Sede che mai permetterà cada sotto altro dominio. La detta città si conserverà fedele con tutto il contado. Non sarà tenuta ad accogliere milizie. Sono dichiarati validi tutti gli atti civili fatti in essa dal IO Dicembre scorso. Sono cassate tutte le sentenze contro cittadini e contadini di Ancona fatte in ogni altra terra o corte. Il comune di Ancona e tutti i luoghi di quel contado e loro cittadini e abitanti saranno tenuti indenni per qualsiasi procedura e sentenza fatte dalla mentovata epoca in poi, e così sono reintegrati in ogni lor diritto non ostante qualsiasi sequestro o confisca fatta in lor danno in qualunque terra della Chiesa, eccettuati quelli fatti in Osimo e Recanati, e quelli fatti da Ancona contro gli abitanti di queste due città. Sarà resa al comune di Ancona una bolla, ora in mano dell’ arcivescovo di Ravenna, portante 1’ esenzione d’ essa città dal marchesato. L’esecuzione della presente è sospesa fino all’ approvazione di essa per parte della Signoria di Venezia ; intanto, per un mese, le parti si asterranno da ogni reciproca offesa. Resta in vigore il trattato n. 288, in quanto non tocchi i doveri di Ancona verso la S. Sede (v. n. 297). Fatto nel campo papale presso Fiumicino nel contado di Ancona. — Testimoni : Antonio de Rido castellano di S. Angelo, Giovanni de’ Mazzancoìi da Terni dottore di leggi e Nicolò da Pistoia auditore del legato. — Atti Pietro Lunense segretario del legato.