276 COMMEMORALI, LIBRO XIII. 228. — 1442, ind. V, Dicembre 5. — c. 186. — Avendo, tempo addietro, il genovese Giovanni de Darnisio presa una nave di Gandía, di cui era padrone Nicolò Langadisti, con beni di veneziani e di abitanti di Corone e Modone, Gabriele Barbaro castellano nell’ ultimo di quei luoghi confiscò e fece vendere, in risarcimento ai danneggiati, certa quantità di allume scaricata in Modone, e consegnata a quel viceconsole genovese Girolamo della Valle, da Angelo Giovanni Lomellino, il quale, saputa la cosa, per indennizzarsi prese una nave comandata dal veneziano Giovanni Dandolo, togliendone quantità di spezierie. Per comporre tali vertenze, Pietro Negroni, -oratore del doge di Genova, e il Contarini e il Malipiero nominati nel n. 223, delegati dalla Signoria di Venezia pattuiscono : Il comune di Genova è assolto da ogni ulteriore responsabilità pei detti danni dati a veneziani. Cosi la Signoria veneta per quelli patiti dai genovesi. Si riserva il giudizio su migliaia 26 e libbre 153 di allume mancanti, delle quali si tengono responsabili il della Valle ed Alberto de’ Giusti ed altri di Modone, come pure su 210 ducati che il Giusti asseriva pagati in Pera per suo conto per ispese relative all’ allume stesso. Si riserva pure il diritto del Darnisio se potesse provare in Venezia che le merci da lui prese fossero in parte di Catalani, o di minor valore del calcolato. Le parti si fanno vicendevolmente intiera e finale quietanza. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Giovanni del fu Lorenzo Bragadino ed Andrea del fu Francesco Cornaro. — Atti come nel n. 225. 227. — 1442. — c. 130 t.° — Bolla piccola di Eugenio IV papa a Lorenzo (Giustiniani) vescovo di Castello. Ad istanza del doge, gli ordina di procedere contro gli ecclesiastici rei di turpi azioni nei monasteri femminili di S. Maria della Celestia e di S. Matteo di Costanziaca. Data a Firenze. — Controfirmata Biondo. 228. — 1443, ind. Vi, Febbraio 9. — c. 139 t.° — Condotta di Gentile del fu Becarino di Brunoro da Leonessa e di Giannanlonio del fu Erasmo Gattamelata da Narni (rappresentato da Michele fu Andrea della Foce suo cancelliere — procura in atti di Pietro Andronici) ai servigi di Venezia, colle milizie già comandate dal Gattamelata, per due anni dal 1 Gennaio passato, ed uno di rispetto, con ducati 10 (da lire 5) per lancia al mese (v. n. 287). Fatta nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Frane, della Siega can-cellier grande e i segretari ducali Girolamo de Nicola, Ulisse Aleoti e Alessandro dalle Fornaci. — Atti Policreto de’ Cortesi e Pietro Enzo. 229. — 1442, ind. VI, Febbraio 15 (in. v.). — c. 139 — Patente ducale che dichiara rinnovata la condotta di Scariotto da Faenza ai servigi di Venezia per un anno dal 1 Dicembre scorso, e 6 mesi di rispetto, con 400 cavalieri, dei quali per ora arruolerà 95 lande e un cavallo. Data nel palazzo ducale di Venezia. Segue annotazione che fu pure rinnovata agli stessi patei la condotta di Michele Gritti, col numero di milizie da lui finora tenute, ma arruolando per ora 300 cavalieri soltanto.