DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 57 162. — 1424, ind. II, Ottobre 18. — c. 117 (114) t.° — Condotta di Pietro Giampaolo Orsini ai servigi di Venezia, conclusa dalla Signoria col di lui procuratore Orso Orsini (procura in atti di Nicolò di Andrea de’ Guardigreli (?), fatta nel castello di Rocca Montepiano). L’Orsini servirà a capo di 200 lancie collo stipendio, in tempo di pace, di due. 12 per lancia in Vicenza, Padova e Treviso, di 10. in Friuli e di 13 a Verona; in tempo di guerra avrà lo stipendio che si dà alle altre milizie; pagando sempre l’onoranza di S. Marco. Il nolo pel trasporto di esso e dei suoi da Ravenna in quà sarà a carico di Venezia. Servirà per un anno e sei mesi, ovvero invece di questi avrà un anno di rispetto ad arbitrio della Signoria. Sarà sul territorio veneto entro il venturo Gennaio. Crescendo Venezia lo stipendio alle altre sue milizie, lo crescerà anche a quelle dell’Orsini. Le altre condizioni non differiscono molto dalle consuete in simili contratti (v. n. 1G4 e 173). Fatto nella sala superiore del palazzo ducale di Venezia. — Testimoni il cancellier grande e tre notai ducali già mentovati. — Atti Lorenzo da Corleto cancelliere di Pietro Giampaolo suddetto. 163. — 1424, Ottobre 25. — c. 140 (139) t.° — Il duca di Milano a Francesco detto Carmagnola de’ Visconti, conte di Castelnuovo. Ritornato il segretario ducale Corradino, mandato al Carmagnola per definire negozii pendenti fra il Duca e quel condottiere, in seguito all’andata di quest'ultimo nel regno (di Napoli?), esso Corradino fece per parte del Carmagnola alcune richieste, a cui il duca risponde: Le genti del Carmagnola s’intendono licenziate dai servigi ducali dal dì che Giannino Rizzio scrisse a quello non avere più il duca bisogno delle medesime. Dovrà quindi farle sgombrare da tutti i dominii ducali. In tale ordine di sgombero non è compresa la persona d’esso condottiere, che potrà andar a servire il papa, Venezia o chiunque vorrà, trattine i nemici del duca e le persone che indicherà Maffeo da Muzano latore della presente. Il Carmagnola mandi pure i suoi soldati nel Mantovano, nel Ferrarese o nel Bolognese. Il duca non si cura di far far la mostra ai detti soldati. Esso non permette ad alcuno di arruolare milizie nei suoi dominii. Data ad Abbiategrasso. Sotto al documento, e della stessa mano, si legge: Fine malo claudi mala vita meretur eie. Si futi conira dominium deus ei parcat quia lulil penam. 164. — 1424, ind. III. Ottobre 20. — c. 117 (115) t.° — Il conte Nicola di Ildebrandeschino degli Orsini sta mallevadore per ducati 3000 che Pietro Giampaolo ed Orso Orsini osserveranno gli obblighi contratti nel n. 162. Fatto nel castello del Borgo di S. Lorenzo di Mugello nel contado di Firenze. — Testimoni: Arrigo di Iacopo de’ Biffoli da Modigliana (Muliliana) in Romagna, Iacopo di Cristofano mazziere della Signoria di Firenze e Renzo di Andrea da Firenze. — Atti Antonio del fu Marchione de Malegonelli not. imp. di Firenze (v. n. 165 e 167). COMMEMORIAI.I, TOMO IV. t 8