DOGE : TOMASO MOCENIGO. 43 103. — 1422, ind. XV, Maggio 10. — c. 80 (78) t.° — Nicolò Miani podestà, Bernardo di Siraone, Paolo del fu Pietro, Maffeo del fu Giovanni e Filippo del fu Giovanni, giudici, ed i consigli maggiore e minore di Muggia, approvano, ratificano e promettono 1’ esecuzione di quanto stà nel n. 100 (v. n. 107). Fatto nel palazzo del comune di Muggia. 104. — 1422, ind. XV, Maggio 11. — c. 24. — Patente eguale al n. 98 per 50 caratelli di Nicolò di Antonio da Fano caricati su legno di Marco de Ceia da Murano. 105. — 1422, Maggio 19. — c. 81 (79). — Lodovico Alidosi signore d’imola al doge. Partecipa avere disposto che i veneziani possano esportare da Imola vino ed ogni altra merce senza pagar dazio, trattone il grano ; e così pure portarvi e vendervi ogni specie di mercanzia, non però al minuto, pure con esenzione da dazio. Latori della presente sono Giovanni de’ Ferraldi e Baldassare de’ Baffadi, ai quali il doge vorrà prestare piena fede. Data in Imola. 106. — 1422, ind. XV, Maggio 26. — c. 24. — Patente eguale al n. 98 per 100 caratelli di Luca di Michele e di Giovanni Giungulin (?) da Rimini, caricati su nave di Bartolomeo Rizzo. 107. — (1422), Maggio 27. — c. 80 (79) t.° — Nicolò Miani, podestà a Muggia, al doge. Trasmette il documento n. 103. Data a Muggia. 108. — 1422, ind. XV, Luglio 1. — c. 21. — Patente eguale al n. 98 per 100 caratelli di Paolo di mastro Dino da Rimini su legno di Menino Sandro da Mazzorbo. 109. — 1422, ind. XV, Luglio 6. — c. 24. — Simile a favore di Colla di Antonio da Pesaro, per caratelli 100 su nave di Marco de Ceia. 110. — 1422, Luglio 15. — c. 24 t.° — Simile a nome di Bartolomeo di Antonio da Fano, per caratelli 50 su nave di Bartolomeo de Ceia. 111. — (1422), ind. XV, Luglio 17. — c. 78 (76). — Il comune di Lanciano al doge. Partecipa che a quella terra fu, dalla regina Giovanna II e dal re Alfonso d’ Aragona suo figlio adottivo, confermata la facoltà di avere un porto nella marina di Castel S. Vito ; manda estratti di privilegi relativi e dei diritti di fondaco e dogana che saranno presentati alla Signoria dal nobile Nicolò di Bu-cio Fagyane di Lanciano, inviato a Venezia per ottenere 1’ adesione ai privilegi stessi, e che i cittadini di questa frequentino il detto porto, promettendo che per 4 anni saranno esenti da ogni dazio e diritto (v. n. 112). Data a Lanciano.