DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 239 alla Riviera bresciana inferiore. Circa il dichiarar ribelli, il condannare a pene corporali e il confiscare i beni di: Giovanni Bereta di Gargnano e dei suoi tìgli, Nicolò Zacara di Malcesine, Zambono Pasqxierii e Maffeo Trombetta di Renzano, Martino Comini di Salò, Giovanni di Francobollo de’ Giroldi, Giovanni de’ Sucii, Bertazzolo di Pietrobono da Salò, Martino di Masario, Domenico Chincheme ed Antoniolo di Pietrobono, tutti tre figli di mastro Maffeo di Gargono (Gargnano?), Ruffa di Antonio Ruffa di Salò, Domenico di Giovanni Conta, Iacopino di Domenico Carzerii, Bartolo e Giannello figli del fu Briti (?) Beleno, Cristoforo di Antoniolo, Domenico di Pietro Cavali, tutti sei di Gardone, Giovanni di Dugario de’Tomarii e Iacopo di Pietro Vera, ambi di S. Felice, Razolo di Manerna (Manerba?), Giovanni di Petrizolo di Babiana, Domenico detto Carantono di Gargono (Gargnano ì), Rizzardo Ugoni di Rotina, Pietrobono e Franceschino del fu Bartolino, i quali si mostrarono favorevoli ai nemici di Venezia, si commetterà ai rettori di Brescia di procedere a norma di legge. Non s’imporranno agli abitanti della comunità gravezze e fazioni se non in casi di necessità, e saranno trattati dolcemente come tutti gli altri sudditi. Circa il fare esenti quegli uomini dal concorrere a lavori di fortificazioni, non è tempo da pensare a ciò. Le munizioni dei fortilizi esistenti resteranno allo stato, quegli abitanti non saranno costretti a rinnovarle, ma si osserverà il consueto. Circa al concorso del comune di S. Felice cogli altri nelle spese delle fortificazioni, si provvederà datone il caso. Non si possono esentare i rivieraschi da ogni pagamento di pedaggi, porti ecc. nello stato. Si ordinerà ai rettori di Brescia di aver cura che la Riviera 11011 manchi di grani. Il sale vi sarà venduto al prezzo di Brescia. Circa a domande per la conferma degli antichi statuti e per la cancellazione di qualche articolo di essi, si faranno esaminare dai rettori di Brescia, poi si provvederà. Niun medico, giudice e legista, avrà uffizi o entrerà nei consigli della comunità se non sarà buon suddito di Venezia e guelfo. Tutte le immunità ed esenzioni accordate dai Visconti a comuni e particolari sono abolite. La comunità non sarà mai smembrata, nè concessa in feudo a veruno alcuna sua parte. Sarà data amnistia a tutti i banditi, trattine ribelli, i nominati di sop:a e Franceschino Trizoni fratricida e falsario. I banditi per delitti di sangue o altri commessi nella comunità non potranno abitare nei territori di Brescia, Verona e Vicenza ; quelli rei di omicidio semplice, nel Bresciano. Si dichiara non calcolabile in giudizio per prescrizione di diritti il tempo in cui la Riviera fu soggetta al duca di Milano. Così pure per crediti di appaltatori di dazi verso persone della comunità. I debiti per condanne e per altro verso la camera e verso il duca di Milano, contratti sotto il dominio di questo, sono annullati. Circa la devoluzione delle condanne fatte dal podestà della Riviera e dai suoi ufflziali si osservi la consuetudine. Per l'olio portato nel Trentino gli abitanti della Riviera pagheranno come i veronesi. Le rendite della comunità saranno amministrate da un tesoriere eletto da essa, al quale il podestà presterà ogni sussidio per le riscossioni. Il traffico dell'olio rivierasco nello stato seguirà colle norme usate pei veronesi. Sono annullati tutti i debiti che quei comunisti tengono fino ad oggi verso la camera per dazi taglie ecc., meno quelli che si dovessero dal tempo della dominazione veneta anteriore. Non si ade-