DOGE: FRANCESCO FOSCARI. 281 Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Davide di Jacopo de’ Te-daldini, Pietro Enzo, Bertuccio Negro, Bartolomeo dalla Spada e Alessandro dalle Fornaci, segretari ducali. 243. — 1443, ind. VI, Settembre 3. — c. 158 t.° — Filippo Maria Anglo duca di Milano nomina suoi procuratori Luigi di S. Severino capitano delle armi, Nicolò Àrcimboldi dottore in ambe, consigliere, e Jacopo Bechetto cancelliere di esso duca, dando loro facoltà di stipulare e conchiudere un trattato di alleanza, per sè e suoi alleati, aderenti e sudditi, colla veneta Signoria e colla lega veneto-fiorentina (vedi n. ¿44). Fatto nel castello di Porta Giovia in Milano. — Testimoni : mastro Filippo da Milano medico, Franceschino di Michele de’Medici chirurgo, Giorgio detto Scaramuccia del fu Domenico Visconti camerlengo, Domenico del fu Antonio Ferufìni segretario, Davide del fu Bondiolo del Bene e Guidotto del fu Antonio di Landriano ambi camerlenghi del duca. — Atti Donato di Appiano not. imp. a Milano. 244. — 1443, ind. VI, Settembre 27. — c. 153. — Paolo Trono prov. di S. Marco, Andrea del fu Michele Morosini e Leonardo del fu Bernardo Giustiniani, rappresentanti il doge, la Signoria e il comune di Venezia, e Giuliano Davanzati ambasciatore del comune di Firenze, da una parte, ed i procuratori del duca di Milano nominati nel n. 243 dall’ altra, pattuiscono : É stretta lega fra le dette parti e loro confederati, aderenti, raccomandati e dipendenti per la difesa dei rispettivi dominii di terraferma, per 10 anni da oggi. Se uno dei contraenti venisse attaccato da qualsiasi principe o comune, gli altri dovranno aiutarlo, a sua richiesta, con milizie fino a 5000 cavalieri e 1000 fanti, a loro spese, fino che cesserà la guerra. Trovandosi ora attaccati gli stati di Lodovico Sforza e di Sigismondo Malatesta, il duca aggiungerà, entro 20 giorni, 1000 cavalli e 2000 entro altri 20 giorni, più 1000 fanti, ai soccorsi dati ai delti signori da Venezia e Firenze ; con obbligo di aumentare fino a 5000 cavalli so queste ultime facessero altrettanto, e di mantenere le milizie stesse nella Marca, nel Patrimonio, nel Ducato, in Todi e sui beni del Malatesta fino che vi staranno quelle di Venezia e di Firenze. La presente non pregiudicherà all’alleanza delle due ultime con Genova e con Bologna, nò alla pace di Cremona (v. n. 183). Le parti nomineranno i propri collegati, aderenti e raccomandati entro 15 giorni, ratificheranno la presente entro egual termine e la faranno pubblicare il 20 Ottobre. Venezia farà che Firenze ratifichi 1’ obbligo contratto dal suo ambasciatore col presente. Pena al contravventore 100.000 ducati (v. n. 215, 251). Fatto nella gran sala del monastero di S. Giorgio Maggiore in Venezia. — Testimoni : Paolo di Parentino da Pavia abate, Agostino del Friuli e Fortunato da Venezia monaci del detto monastero, Antonio di Rosello conte, cav. e dottore in ambe, Bonforte de’ Pezani di Pavia, Gaspare de’ Baleri da Foligno, Nicolò Davanzati, Giovanni di Antonio Roselli, Giovanni Regia di Milano, Bartolomeo Calcagni da Parma e Francesco di Marco della Costa da Venezia. — Atti Dionigi Floriano del fu Nicolò not. imp. in Venezia. COMMEMORALI, TOMO IV, 36