DOGE : FRANCESCO FOSCARI. 270 Allegato: 1441, Luglio 19. — Gerardo Dandolo provveditore all’esercito dichiara che avendo accettala in nome della Signoria la sottomissione degli abitanti della Costa, delle Corti e di Volpino, nei territori di Brescia e di Bergamo, rispose come segue a loro istanze : Sono accolti quali buoni sudditi, trattine i ribelli espressi e coloro che devastarono Scanzo e Pédrengo che staranno a disposizione dei rettori di Bergamo. Sono assolti da ogni colpa e delitto commesso in addietro, con eccezione come sopra. Sono confermati tutti i privilegi e le concessioni fatte ai detti comuni ed abitanti in passato dalla Signoria e suoi rappresentanti; e si estendono a quelli tutti i diritti e franchigie della terra e vicariato di Lovere ; più è accordata esenzione per tre anni da gravezze ecc., senza pregiudizio dei dazi di Bergamo dalla porta di Lovere a quella città. Dato in campo contro Martinengo. 238. — 1443, ind. VI, Giugno 13. — c. 148. — Il Consiglio dei 600 di Bologna in seguito a proposta di Antonio de’ Ranucci dottore d’ arte e medicina e gonfaloniere di giustizia, elegge a dieci di balia Giovanni de’ Griffoni cav., Carlo de’ Ghislieri cav., Romeo de’ Pepoli dottor di leggi, Annibaie di Antonio Bentivoglio, Dionisio da Castello not., Giovanni da Manzollino not., Giovanni de’ Fantuzzi, Lodovico de’ Manzoli, Girolamo Bolognini e Matteo Gozzadini, e dà loro pieni poteri per trattare gli affari esteri di quel comune, stipular trattati, convenzioni ecc. con altri principi, signori e comuni, nominare ambasciatori e procuratori del comune, arruolare milizie e disporne, disporre dell' erario del comune senza resa di conto, procurarsi danaro nei modi che crederanno opportuni, prendere tutti i provvedimenti che stimeranno pel bene di Bologna e per ovviare a danni; e tutto ciò senza che alcuuo possa mai sindacare l'operato d' essi eletti. I quali non potranno ingerirsi negli affari spettanti agli altri ufficii ed ufficiali del comune, trattine i destinati alla difesa materiale, nell’amministrazione della giustizia, nel reggimento politico ; nò alienare alcun immobile del comune. Dovranno accettare il presente mandato sotto pena di 300 bolognini d’ oro, e tener 1’ uffizio fino al venturo Natale (v. n. 239). Fatto in Bologna nel palazzo degli anziani. — Testimoni : Valerio di mastro Giovanni de’ Paganelli, Bartolomeo del fu Jacopo di Castel de’ Britti, e Antonio di Francesco della Maglia mazzieri degli anziani. — Atti Nicolò di Bedore Carnevali not. imp. e cancelliere di Bologna ; scritto da Nicolò del fu Taddeo dei Mamelini not. imp. e del comune di Bologna. 239. — 1443, ind. VI, Luglio 2. — c. 149 t.°— I dieci di balia del comune di Bologna nominati nel n- 238 — avendo Battista del fu Floriano da S. Pietro dottor di leggi e Giovanni del fu Bonifacio de’ Gozzadini, oratori del comune stesso, già negoziato un trattato di alleanza con Venezia e Firenze (le cui basi, che si espongono in volgare, corrispondono agli articoli del n. 210) — creano procuratori del ripetuto comune i due predetti cittadini e Baldassare de’ Luppori, dando loro pieni poteri per la conclusione definitiva dell’ alleanza. Fatto nel palazzo degli anziani di Bologna. — Testimoni : Gaspare del fu Mat-