DOGE: FRANCESCO FOSCARt. 159 veneta Signoria, ne eleggerà un quinto, e tutti insieme pronunzieranno a maggioranza. Mancando uno dei nominati, ne verrà sostituito altro (v. n. 124). Dato in Lunz (Lienz ?). 126. — 1429, ind. VII, Ottobre 23. — c. 79. — Stefano del fu Jacopo de’ Ghisilardi, notaio e procuratore del comune di Bologna, alla presenza e per ordine di Buldassare da Canettolo gonfaloniere di giustizia, di Antonio dalle Lancio (de Lanceis), Nicolò de’ Paltroni, Jacopo da Muglio, Guglielmo de’ Berni, o Barni e Gaspare Sasuni, anziani, di Lodovico del fu Giovanni da Villanova gonfaloniere e Giovanni di Lodovico de' Dongeli massaro della società dei muratori, presenti Matteo Papazoni, Rizzardo Pepoli, Raffaele Foscarari, Battista da Canettolo, Nicolò Zambeccari, degli otto conservatori della libertà, Jacopo Correggi e Jacopo della Luna speziale, dei .16 ufficiali del credito del comune, e presento e consenziente pure Luigi da San Severino già capitano generale dell’ esercito del comune di Bologna ; — in virtù della sentenza arbitramentale pronunziata nel settembre scorso da Nicolò marchese d’ Este e da Gianfrancesco Gonzaga, arbitri assunti dal cardinale Lucido de’ Conti legato a Bologna e dal Sanseverino, visto l’estratto delle partite dei crediti del detto capitano per la sua prima e seconda condotta — restando il medesimo capitano creditore di 14144 ducati di oro, a soldi 40 bolognesi 1’ uno ; promette ai notai Matteo di Jacopo de’ Lenzi da Firenze e Benedetto de’ Bonfigli che il comune di Bologna pagherà alla Signoria veneta, per conto del Sanseverino, Ol ii due. nel termine di un anno, e gli altri 8000 due. in tre anni. Non avvenendo tali pagamenti, Bologna darà a Venezia, entro 8 giorni dai termini stabiliti, pegni equivalenti in oggetti preziosi. Fatto in Bologna, nella residenza degli anziani. — Testimoni : Giovanni del fu Matteo Minoti, Vitale del fu Grasso de’ Grassi, Pietro del fu Antonio da Parigi (o de’ Parisii), Tomaso del fu Beiuccio mercante di seta, Andrea di Guido ed Almerico del fu Romeo de’ Buchi, tutti di Bologna. — Alti Antonio del fu Basilio de’ Ringhieri not. imp. e del comune di Bologna e Benedetto del fu Bon-figlio de’ Bonfigli not. imp. e dell’ufficio delle riformagioni del detto comune. 127. — 1430 (1429), ind. Vili, Novembre 2. — c. 86 (87) t.° — Nicolò di Orso giudice e Leucio di Orso notaio in Trani dichiarano che congregata nella chiesa di S. Maria nel campo dei lombardi l’università di quella citlà con Francesco Caputo not. sindaco di essa, furono nominati rappresentanti e procuratori della medesima il cav. Pietro Palagano, Gregorio de Caputo not., Nardello Zubini e Barisano de Donato, tutti di detta città, per negoziare un accordo e finire ogni questione colla Signoria di Venezia (v. n. 131 e 132). Fatto in Trani. — Sottoscritta dai detti giudice e notaio. — Testimoni : abbate Jacopo di S.ilvestro da Trani, ab. Falco Falconi di Bisceglie, Hasilio Capello, ab. Giovanni de Guarino, ab. Seniore de’ Seniori, Nicolò de Còlia, tutti 4 di Trani, Lorenzo de Cicco pievano di S. Marco, Antonello di mastro Lillo, Antonio de Porcello di Trani.