284 COMMEMORALI, LIBRO XIII. 256. — 1443, Dicembre 19. — c. 207 t.° — Alfonso re di Aragona, di Sicilia al di qua e al di là del Faro, di Valenza, Gerusalemme, Ungheria, Maiorca, Sardegna e Corsica, conte di Barcellona, duca di Atene ecc., promette di pagare alla Signoria veneta 24000 fiorini d’oro, ancora restanti a suo debito della somma dei 30000 accennati nel n. 43, in tre rate annuali, ed ordina a Matteo Puiades suo tesoriere e ai costui successori di fare esattamente gli esborsi rateali nel mese d’ Agosto di ciascun anno, restando col presente annullato il detto n. 43. Dato a .Napoli nel castello di Porta Capuana. 257. — 1443, Dicembre 26. — c. 156 t.° — Francesco Sforza Visconti, conte ecc., fa sapere di avere approvata e ratificata la nominazione fatta col n. 248 di lui quale signore di Cremona e di Pontremoli e relativi territori (v. n.259). Data in campo contro Monte S. Pietrangeli nel contado di Fermo. 258. — s. d. (1443). — c. 152 t.° — Ducale che fa sapere avere il consiglio minore, ad istanza di Marino Cratech, Paolo de’ Goia, Giunio Bricio, Marino Ruzi e Jacopo Cazeta, nobili ed oratori del comune di Antivari, confermato 1’ allegato, del quale si ordina al podestà di quella città, al conte e capitano a Scutari e a tutti i rettori veneti dell’ Albania 1’ osservanza. Allegato: 1443, ind. VI, Maggio 19. — Francesco Querini conte e capitano a Scutari dichiara (in volgare) che avendo Giovanni de Prode, Paolo de Goia, Lorenzo Ruxi, Jacopo Bacan, Giunio Bricio, Marino Miros e prete Marino Cratech notaio, rappresentanti del comune di Antivari, offerta la dedizione di essa città a Venezia, 1' accettò promettendo osservare quanto segue : il rettore di Antivari sarà sempre un nobile veneziano. Venezia non alienerà ad altri quella città. Sono confermati gli statuti vigenti al tempo dell’anteriore dominio di Venezia. Gli atti rogati in addietro da quei notai sono dichiarati validi. É guarentita la sicurezza di possesso dei beni che quei cittadini possedono negli stati di Venezia e che i veneziani e lor sudditi hanno nel territorio di Antivari. Celestina, Billatrava e Susica, e le ville di Gorgnagora, Subei, Toemili, Zuca-relli e Turcini segneranno i confini di quel territorio. La villa di Scurti sarà dei canonici di Antivari. I danari (imposte ?) pagati dalle dette ville (che sono 80) restino a vantaggio di quel comune. Quegli abitanti, dopo la raccolta del nuovo vino nel corrente anno, pagheranno la decima sul detto liquido venduto alla taverna, e la decima dell’ olio come al tempo di Jacopo Dandolo. Sono tutti assolti da ogni colpa politica pel passato. Potranno importare 1500 sacchi di sale 1’ anno per loro uso. I processi per condanne capitali e di perdita di membra non ancora eseguite saranno rivisti dalla Signoria, sospesane intanto 1’ esecuzione. L’imagine della madonna di Rotezo rimarrà nella chiesa di S. Giorgio di quel comune. L’ arcivescovado e la badia di S. Maria di Rotezo conserveranno ogni loro diritto. I preti di quella città sono conservati nei rispettivi benefici. Niuno di quei cittadini, restando in città, potrà aver provvigioni, pronie o