160 COMMEMORI ALI, LIBRO XII. nezia ; se Firenze potrà avere Lucca, dopo la presa di questa mandi in aiuto di Venezia tutte le truppe che avrà disponibili; trovando la veneta Signoria di dover armare flotta di mare, Firenze concorrerà con metà delle spese. Discusso ciò il 9 gennaio cogli uffici dei gonfalonieri delle compagnie del popolo e dei dodici buoni uomini, quindi nel consiglio dei 200, e il 10 nel consiglio dei 131, ne fu approvata l’esecuzione per parte di Firenze, ed ingiunto che il tutto sia fatto dagli ufficiali a cui spetta dando loro le opportune facoltà. Fatto ed atti come al n. 142 (v. n. 145). 145. — 1430 (1431), ind. IX, Gennaio 30. — c. 94 (95) t.° — I priori delle arti e il gonfaloniere di giustizia di Firenze dichiarano la legalità dei due notai sottoscritti al n. 144. Data a Firenze. 1431, Marzo 14. — V. 1430, Dicembre 3. n. 143. 146. — 1131, ind. IX, Giugno 7. — c. 97 (98) t.° — Il doge a Gianfran-cesco Gonzaga vicario imperiale a Mantova. Gli conferma il possesso di Lonato, Castiglione delle Stiviere, Solferino, Castel Goffredo, Bedondesco, Cannetto (sul-1’Oglio) ed Ostiano, nel Bresciano, e di S. Martino dell’Argine, Bozzolo, Riva-rolo fuori, Vitaliana, Dossolo, Isola Dovarese, Turris Montisauri (di Montesano ?) nel Cremonese, coi loro confini e pertinenze, come pure dei luoghi, presi nell’ultima guerra contro il duca di Milano, di Asola colla sua quadra nel Bresciano, e di Sabbioneta e pertinenze nel Cremonese ; promettendogli che in tali possedimenti Venezia non inquieterà mai nè esso Gonzaga nè i suoi eredi, quan-d’ essi si conservino a lei amici. In tale dichiarazione sono compresi Jacopo e Guido Gonzaga per Vescovado nel Cremonese. Dato nel palazzo ducale di Venezia. 147. — 1431, ind. IX, Dicembre 1. — c. 98 (99). — Il doge, ad istanza e per le benemerenze di Cavalcabò de’ Cavalcabò gli conferma e concede un possedimento, stato già di Antonio 'Ronatesta Visconti, posto nelle pertinenze di Castel Tidone, territorio di Cremona, più il dominio e la giurisdizione di Castel Tidone con tutti i diritti ora spettanti a Venezia, meno la giurisdizione di sangue e di spada, restando il Cavalcabò obbligato a provvedersi il sale come gli altri sudditi veneti. Aggiunge che in caso si dovesse restituire al Visconti il detto possedimento, il Cavalcabò sarà compensato con altri beni equivalenti. Dato nel palazzo ducale di Venezia. 148. — (1432, Giugno 16*). — c. 98 (99) t.° — Il doge fa sapere che ad istanze degli uomini di Chiari, territorio di Brescia, fu risposto : Gli abitanti presenti di quella terra sono conservati e rimessi in tutti i loro diritti, nè sarà fatta novità e molestia a danno di alcuno d’ essi. Sono lasciati, come per 1’ addietro, a benefizio della terra stessa vari dazi, che si enumerano ; resteranno allo