DOGE : FRANCESCO FOSCARt. 153 marchese di Mantova, Leonardo Moeenigo, Bartolomeo Donato e Fantino Michele, procuratori di S. Marco, Lodovico del Verme del fu Jacopo, Jacopo del fu Stefano Travisano, Giovanni Navagero, Francesco, del fu Giorgio Loredano, Tomaso del fu Marino Malipiero, Andrea del fu Francesco Priuli, Francesco del fu Candiano Barbaro, Guglielmo di Castelbarco di Lizzana, Carlo di Castelbarco, Marcabruno di Castelbarco di Beseno, Pietro Avogadro e Tartarino Caprioli, ambi di Brescia (v. n. 103). Atti Francesco della Sega not. imp. e segretario della Signoria, scritto e publicato da Stefano Marho di Giovanni not. imp. 105. — 1429, ind. VII, Marzo 1. — c. 08.° — Il doge a Francesco’Carma-gnola conte di Chiari e Castelnuovo ere. Gli promette che cadendo in potere della Signoria beni da esso conte già posseduti in Lombardia, gli saranno restituiti con tutte le ragioni.che vi aveva, estendendo il diritto di succedergli in essi ai discendenti maschi legittimi di suo fratello. Dato nel palazzo ducale di Venezia. 106. — 1429, Marzo 5. — c. 41 t.° — Annotazione che fu concessa esenzione simile al n. 45, per 10 anni, alla comunità di Sale (Marasino) sulla riviera del lago d'Iseo. 107. — 1429, ind. VII, Marzo 22. — c. G9. — 11 doge a Marco Giustiniani podestà e capitano a Bergamo e ai suoi successori. Ad istanza dei comunisti di Zogno, ed essendo quella terra distante da detta città oltre 12 miglia, si approva la concessione fatta il 14 gennaio, che vi si possa tenere un mercato di grano. Dato come il n. 105. 108. — 1429, ind. VII, Marzo 22. — c. 09. — Il doge fa sapere : ad istanza degli abitanti delle valli di Brambilla ed Iinagna bassa, la Signoria concede clic pagate GO lire l’anno dalla prima, e 20 dalla seconda, annualmente, siano immuni . da pesi, dazi, imbottature ecc., come pure dalla spesa per la guardia ilei castello di Ubione. Le dette 60 lire non saranno comprese nelle 4000 che le valli bergamasche devono pagare annualmente alla Signoria. Dato come il precedente. 109. — 1429, ind. VII, Marzo 22. — c. 09 t.° — Condotta di Italiano Furiano ai servigi di Venezia con 110 lancie per mesi 6 dal 15 agosto passato, con G di rispetto : Avrà lo stipendio degli altri armigeri che servono la Signoria ; pagherà la decima sui guadagni di guerra giusta il consueto. I luoghi, i principi e lor figli e fratelli, e i ribelli che prendesse in guerra saranno della Signoria; i capitani e comandanti con bastone dovrà cederli a quella, se li volesse, per metà della taglia. La stessa potrà disporre a suo talento delle milizie del Furiano in proprio servizio. Farà la mostra ogni mese. Tutti i membri della compagnia di esso, compreso egli pure, saranno mallevadori gli uni per gli altri verso la Signoria per tutto ciò che COMMEMOtUAU, TOMO IV.